Una finestra di 50 giorni per cambiare il corso della guerra. È questa la strategia che il nuovo ministro della Difesa britannico, John Healey, porterà oggi al tavolo del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, il forum internazionale nato per coordinare il supporto militare a Kiev. Healey intende lanciare una campagna di riarmo intensiva, da attuare con gli alleati entro meno di due mesi, per rafforzare le difese ucraine e — nelle sue parole — spingere Vladimir Putin verso il negoziato.
L’iniziativa si muove in parallelo con la proposta avanzata dal presidente statunitense Donald Trump, che ha fissato proprio in 50 giorni il termine massimo per un cessate il fuoco. In caso contrario, ha minacciato, Mosca dovrà fare i conti con “dazi devastanti”. Un messaggio diretto, che segna una svolta tattica e diplomatica nella gestione del conflitto.
“Dobbiamo intensificare gli sforzi per armare l’Ucraina sul campo di battaglia”, affermerà Healey durante l’incontro, sottolineando che il Regno Unito è pronto a fare la sua parte in quella che considera una fase cruciale del conflitto.
Nel frattempo, l’Ucraina continua a subire gli effetti devastanti della guerra. Nelle ultime ore, un’ondata di attacchi russi con droni e missili ha colpito diverse regioni del Paese. A denunciare l’ennesima escalation è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un drammatico messaggio pubblicato sui social:
“Sono in corso operazioni di soccorso a seguito dell’attacco russo. Sono stati segnalati danni a Kiev, Kharkiv, Ivano-Frankivsk e in altre regioni. A Kiev un asilo è andato a fuoco, colpiti anche edifici residenziali e infrastrutture civili”.
Secondo il bilancio fornito da Zelensky, due persone sono rimaste uccise, mentre almeno quindici risultano ferite — tra cui un ragazzo di 12 anni. “Tutti stanno ricevendo assistenza”, ha dichiarato, esprimendo cordoglio alle famiglie colpite.
L’offensiva ha toccato anche le regioni di Sumy, Khmelnytskyi, Kirovohrad, Mykolaiv, Poltava e Kherson, dove diversi droni sono stati intercettati. Ma il danno, ancora una volta, è anche simbolico: un colpo all’umanità stessa, come lo definisce Zelensky, con infrastrutture civili sempre più spesso nel mirino.
Mentre la diplomazia internazionale prova ad accelerare verso una soluzione negoziata, il campo di battaglia ucraino continua a essere attraversato da bombe, sirene e macerie. I prossimi 50 giorni si annunciano decisivi — non solo per l’Ucraina, ma per la tenuta dell’intero equilibrio globale.
