È stata identificata la donna trovata morta tra le sterpaglie in via del Mandrione, a Roma, all’altezza del civico 385. Si tratta di Emanuela Ruggeri, 32 anni, scomparsa lo scorso 14 luglio. A dare l’allarme nei giorni successivi era stata la madre, che aveva lanciato un appello disperato via social, chiedendo aiuto a chiunque potesse avere informazioni.
Il corpo è stato rinvenuto intorno alle 19:30 di domenica sera da un uomo che portava a spasso il cane. Era nascosto tra la vegetazione lungo quella strada secondaria e poco illuminata, già nota per essere zona di passaggio ma anche di degrado. La conferma dell’identità è arrivata grazie ai tatuaggi: un fungo e il numero 666 sul braccio sinistro, una “D” sull’indice della mano sinistra, e una mezza luna con un punto sul dorso delle mani, vicino al pollice.
Emanuela era uscita la sera del 14 luglio, verso le 20:35, indossando abiti sportivi. Aveva detto alla madre che stava per incontrare un’amica. Poi, il silenzio. L’ultimo contatto risale al giorno successivo, il 15 luglio, quando le aveva inviato un messaggio dal cellulare. Da allora, più nulla.
Alla mobilitazione per ritrovarla avevano partecipato anche il Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi Odv e le istituzioni locali. Il IV Municipio si era fatto portavoce delle ricerche attraverso il presidente Massimiliano Umberti e la vicepresidente Annarita Leobruni. È stato lo stesso Umberti a dare la tragica notizia:
“La notizia che non avrei mai voluto dare. La ricerca di Emanuela è tristemente terminata. A nome di tutta la comunità del IV Municipio porgo le più sentite condoglianze alla sua famiglia, alla quale mi stringo forte”.
Secondo il medico legale, sul corpo non sono stati riscontrati segni evidenti di violenza, e il decesso sarebbe avvenuto alcuni giorni prima del ritrovamento. Resta ora da chiarire cosa sia accaduto in quelle ore: per questo, è stata disposta l’autopsia, che dovrà fare piena luce sulle cause della morte.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, sono affidate alla polizia, che sta cercando di ricostruire gli ultimi movimenti di Emanuela, incrociando testimonianze, dati telefonici e immagini di videosorveglianza. Nessuna ipotesi, al momento, viene esclusa.
