6 Ottobre 2026, martedì
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“Non un errore, ma una strage”: Ruotolo accusa Israele e chiede a Meloni il riconoscimento della Palestina

Dura presa di posizione dell’eurodeputato PD Sandro Ruotolo dopo il bombardamento israeliano che ha colpito una chiesa cattolica a Gaza, ferendo un sacerdote e uccidendo civili. L’appello al governo: “Basta retorica, è il momento di agire concretamente per la pace”.

Gaza, chiesa colpita dai tank israeliani: Ruotolo (PD) accusa, “è una strage, non un errore”. Appello al governo italiano per il riconoscimento dello Stato di Palestina

Un colpo di cannone, esploso da un carro armato israeliano, ha squarciato le mura di una chiesa cattolica nel nord della Striscia di Gaza, ferendo il parroco e uccidendo alcuni civili che vi avevano trovato rifugio. Un episodio drammatico che ha suscitato l’indignazione di parte della politica italiana e spinto l’europarlamentare Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Partito Democratico, a un duro intervento pubblico.

“Non si è trattato di un errore. È stata una strage. Israele ha avuto il coraggio di derubricare l’accaduto a una svista, ma non si può più tacere di fronte a ciò che sta accadendo a Gaza”, afferma Ruotolo in una nota diffusa alla stampa. Le sue parole arrivano il giorno dopo l’attacco che ha colpito la parrocchia cattolica della Sacra Famiglia, uno degli ultimi avamposti cristiani nella martoriata enclave palestinese.

Padre Romanelli ferito: colpito un simbolo di pace

A essere ferito è stato padre Gabriel Romanelli, parroco della comunità cattolica locale, da sempre voce di dialogo e presenza umanitaria tra le macerie di Gaza. Secondo Ruotolo, il ferimento del sacerdote non è solo un fatto grave in sé, ma l’emblema di una escalation indiscriminata contro la popolazione civile.

“Mai era accaduto: un sacerdote, un uomo di pace, ridotto in quelle condizioni. E tutto questo dentro un luogo sacro, dove civili cercavano riparo. È inaccettabile”, scrive Ruotolo.

Nel bombardamento sono rimasti uccisi due fedeli e il custode della chiesa. Tra i feriti gravi, anche un giovane giornalista palestinese. “Persone innocenti sono morte, tra le macerie di una chiesa”, ribadisce l’europarlamentare, sottolineando come questo episodio rappresenti un passaggio di soglia nell’offensiva militare israeliana nella Striscia.

L’accusa: “Pulizia etnica in atto, basta silenzio”

Ruotolo non usa mezzi termini: “Quella che si sta compiendo a Gaza è una pulizia etnica. Non si può più ignorare, non si può più tacere”.

Parole pesanti, che vanno ben oltre il lessico diplomatico abitualmente utilizzato nelle relazioni internazionali, ma che riflettono un’escalation di indignazione nei settori progressisti italiani di fronte al continuo aumento delle vittime civili nella Striscia. La denuncia di Ruotolo si unisce a un coro crescente di voci che, anche in ambito europeo e nelle agenzie umanitarie, chiedono uno stop immediato delle operazioni militari israeliane, l’apertura di corridoi umanitari e il riconoscimento politico della Palestina.

“Meloni riconosca subito lo Stato di Palestina”

Nel suo intervento, Ruotolo chiama direttamente in causa la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Dopo giorni di pressioni, anche Palazzo Chigi ha emesso una nota ufficiale in cui si esprime “sdegno” per i raid israeliani e si definisce “inaccettabile” il bombardamento della chiesa.

Ma per Ruotolo non basta: “Se n’è accorta solo ora? Proprio ora? Le parole non bastano più. È il momento di fare scelte politiche coraggiose e irreversibili”.

Da qui, la richiesta al governo italiano di compiere un atto concreto: riconoscere formalmente lo Stato di Palestina. Una decisione che avrebbe forte valore simbolico e diplomatico, e che segnerebbe un netto cambio di passo nella posizione italiana sul conflitto israelo-palestinese.

Non solo. L’eurodeputato PD chiede anche che l’Italia interrompa ogni esportazione militare verso Israele, accusando lo Stato ebraico di usare la forza in maniera sproporzionata, con bombardamenti che colpiscono sistematicamente ospedali, scuole, chiese e rifugi civili.

“Altrimenti – conclude Ruotolo – è solo retorica. Solo parole. Serve pace, adesso”.

Un conflitto che diventa sempre più insostenibile agli occhi dell’opinione pubblica

L’appello di Ruotolo arriva in un momento in cui l’opinione pubblica europea è sempre più divisa sul conflitto in corso. Se da un lato persiste un sostegno diplomatico a Israele, in nome del diritto alla difesa dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre, dall’altro crescono le voci che denunciano l’inaccettabile prezzo pagato dai civili palestinesi, ormai vittime principali dei bombardamenti e dell’assedio.

Secondo le organizzazioni umanitarie internazionali, la crisi nella Striscia ha raggiunto livelli catastrofici: decine di migliaia di morti, la maggior parte donne e bambini, e un sistema sanitario al collasso.

Conclusione: tra indignazione e responsabilità politica

Le parole di Sandro Ruotolo rappresentano un’espressione chiara di indignazione politica, ma anche un appello alla responsabilità dell’Italia. In un conflitto che sembra non conoscere tregua, in cui la diplomazia appare paralizzata e il dolore civile cresce di giorno in giorno, il riconoscimento dello Stato di Palestina e l’interruzione dell’export militare verso Israele diventano – secondo Ruotolo – azioni urgenti, non più rinviabili.

L’alternativa, ammonisce, è quella di restare “complici silenziosi” di una tragedia che non può più essere raccontata solo come un errore, ma va chiamata col suo nome: strage.

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