Kiev — Una settimana di fuoco. È così che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky descrive gli ultimi sette giorni di guerra, segnati da una nuova, poderosa ondata di bombardamenti russi sull’intero territorio ucraino. Attacchi a tappeto che, secondo il leader ucraino, non hanno però raggiunto gli obiettivi sperati da Mosca: “La nostra difesa regge”, ha dichiarato in un aggiornamento video, sottolineando la capacità delle forze armate di contenere la pressione nemica nonostante l’intensificarsi delle ostilità.
L’escalation militare sul terreno si intreccia a un crescendo di dichiarazioni politiche, specchio di una guerra sempre più prolungata e globale. In un’intervista rilasciata nelle scorse ore, il presidente russo Vladimir Putin ha tracciato la sua linea ideologica e strategica: “Non stiamo soltanto combattendo per l’Ucraina — ha detto — ma stiamo difendendo il nostro futuro, la nostra identità, la nostra sovranità”.
Nel frattempo, il Cremlino rilancia anche sul piano della propaganda. In una nota diffusa da Mosca, il governo russo ha accusato Kiev di inviare nuovamente al fronte ex prigionieri rientrati in patria dopo essere stati liberati dalla Russia. Una pratica che, se confermata, solleverebbe serie questioni sul trattamento dei reduci e sull’effettiva disponibilità di risorse umane da parte dell’esercito ucraino.
A livello internazionale, si consolida il legame tra Russia e Corea del Nord. Dopo l’incontro a Mosca con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, il leader nordcoreano Kim Jong Un ha ribadito la sua alleanza con il Cremlino, promettendo un “sostegno incondizionato” alla causa russa. Una dichiarazione che si inserisce in un quadro già inquietante di rafforzamento della cooperazione bilaterale, soprattutto sul fronte militare.
Lavrov ha colto l’occasione per lanciare un chiaro avvertimento agli Stati Uniti, alla Corea del Sud e al Giappone: evitare la formazione di un’alleanza di sicurezza “contro Pyongyang”. Secondo Mosca, la cooperazione tra Russia e Corea del Nord si sta intensificando non solo sul piano diplomatico, ma anche sul terreno operativo, con Pyongyang che fornirebbe truppe e armamenti a sostegno dell’invasione russa in Ucraina.
Intanto, il bilancio umano della guerra continua ad aggravarsi. Nelle ultime ore, sei persone hanno perso la vita in seguito agli attacchi missilistici lanciati da Mosca. Un ennesimo capitolo di sangue che alimenta la spirale del conflitto, mentre si fa sempre più evidente il rischio di una saldatura pericolosa tra il fronte russo e gli attori autoritari asiatici.
L’Ucraina resiste, ma il prezzo della tenuta è altissimo. E la guerra, a oltre due anni dall’inizio dell’invasione, mostra ora un volto ancora più internazionale, dove alleanze militari e pressioni geopolitiche si moltiplicano al di là del campo di battaglia.
