ROMA — È morto all’età di 88 anni Goffredo Fofi, tra gli intellettuali più originali e influenti della cultura italiana del secondo Novecento. Saggista, scrittore, critico cinematografico e militante culturale, Fofi ha attraversato decenni di storia con uno sguardo acuto e controcorrente, sempre attento agli ultimi e allergico alle mode e all’omologazione.
Nato a Gubbio il 15 aprile 1937, Fofi è stato una figura eclettica e appassionata, capace di unire rigore intellettuale e impegno civile. Dalla militanza negli anni Sessanta e Settanta fino ai giorni nostri, ha mantenuto uno stile inconfondibile: esigente ma mai elitario, radicale ma sempre dialogico.
Tra i suoi numerosi lavori, resta memorabile la collaborazione con Franca Faldini nel volume Totò, l’uomo e la maschera, che insieme al successivo Totò. Storia di un buffone serissimo ha rappresentato una svolta nella rilettura critica dell’opera del grande attore napoletano Antonio De Curtis, liberandola da cliché e pregiudizi e restituendole profondità artistica.
Ma il suo contributo più duraturo è forse quello nel campo dell’editoria culturale: Fofi è stato fondatore e animatore di riviste decisive come “Quaderni piacentini”, “La Terra vista dalla Luna”, “Ombre Rosse”, “Linea d’Ombra”, “Lo Straniero” e “Gli Asini”, veri laboratori di pensiero dove si sono formate generazioni di lettori e autori. Ogni pubblicazione rifletteva la sua convinzione che la cultura dovesse essere uno strumento di lotta, conoscenza e trasformazione sociale.
Figura schiva e indipendente, Fofi ha sempre scelto di stare dalla parte degli emarginati, degli esclusi, dei “non rappresentati”. Con uno stile sobrio e un’etica severa, ha saputo coniugare la critica culturale con l’intervento politico, la passione per il cinema con l’interesse per le dinamiche sociali, la riflessione letteraria con l’osservazione del reale.
Con la sua scomparsa l’Italia perde una delle sue coscienze più vigili, uno di quegli intellettuali rari capaci di attraversare i tempi senza adattarvisi, ma ponendo sempre nuove domande. Un pensatore rigoroso, che ha saputo essere libero.
