WASHINGTON – L’amministrazione Trump annuncia una stretta sulle importazioni dall’Unione Europea, con dazi compresi tra il 15% e il 20% su un ampio ventaglio di prodotti. L’iniziativa, confermata dallo stesso presidente in un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, rappresenta un nuovo fronte di tensione tra Washington e Bruxelles, a pochi giorni dall’annuncio di tariffe del 35% già decise per il Canada.
Nel post, Trump ha dichiarato che una lettera ufficiale con i dettagli dell’aumento tariffario è in fase di invio anche ai vertici dell’UE, analogamente a quanto già fatto con il premier canadese Mark Carney. “Tutti i Paesi che non hanno ricevuto la lettera – ha scritto – pagheranno dazi, che siano del 15% o del 20%”.
La mossa giunge mentre, secondo fonti europee, le trattative con gli Stati Uniti erano giunte in una fase avanzata, con l’obiettivo di evitare uno scontro commerciale aperto. Ma l’annuncio di Trump rischia ora di far deragliare il negoziato.
L’imposizione di dazi generalizzati rientra in una strategia volta a tutelare la produzione americana, con l’intento dichiarato di riequilibrare la bilancia commerciale e ridurre la dipendenza dall’estero in settori strategici. Il messaggio è chiaro: il presidente degli Stati Uniti intende rimettere al centro l’agenda protezionista che ha già caratterizzato il suo primo mandato.
A Bruxelles cresce la preoccupazione: le nuove tariffe potrebbero colpire settori chiave dell’export europeo, dall’agroalimentare alla meccanica, fino alla componentistica industriale. La Commissione europea ha fatto sapere che valuterà attentamente il contenuto della comunicazione americana, riservandosi eventuali contromisure in sede WTO.
Nel frattempo, Trump ha ricevuto a Washington una delegazione di leader africani per discutere di cooperazione sulle terre rare, materiali fondamentali per le industrie tecnologiche e militari. Il doppio fronte – dazi alle economie avanzate e accordi con i Paesi fornitori di materie prime – testimonia una strategia commerciale sempre più assertiva, con effetti potenzialmente dirompenti per l’equilibrio economico globale.
L’Europa, di fronte a questo nuovo scenario, si prepara a una stagione di confronto con gli Stati Uniti, cercando di mantenere il dialogo aperto ma pronta, se necessario, a difendere i propri interessi economici.
