13 Ottobre 2026, martedì
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Gaza, spiraglio umanitario dopo 130 giorni: l’Onu fa entrare carburante

Per la prima volta dopo 130 giorni di blocco totale, una fornitura di carburante è riuscita a entrare nella Striscia di Gaza. A confermarlo è un portavoce delle Nazioni Unite, segnalando un timido ma significativo spiraglio umanitario in un contesto che resta drammaticamente instabile.

Nelle stesse ore, però, la guerra non si ferma. Un’ondata di nuovi raid aerei israeliani ha colpito diverse aree dell’enclave palestinese, provocando almeno 24 vittime, tra cui donne e bambini. Gli attacchi seguono un’escalation delle ostilità che si estende oltre Gaza: per la prima volta dalla fine della cosiddetta “guerra dei 12 giorni”, le sirene dell’allarme antiaereo sono risuonate a Tel Aviv e nell’area di Gerusalemme, in risposta a missili lanciati dallo Yemen.

Nel frattempo, sul fronte diplomatico, Israele ha consegnato ai mediatori del Qatar – che ospitano le trattative a Doha – una nuova serie di mappe operative. Queste delineano il possibile ritiro parziale delle Forze di difesa israeliane (Idf) da alcune zone della Striscia, come parte di un’intesa su una tregua di 60 giorni.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu, pur non sbilanciandosi, ha ammesso che esistono “buone probabilità” di raggiungere un cessate il fuoco accompagnato dal conseguimento degli obiettivi di guerra. Tuttavia, ha precisato che Israele non è disposto a sottoscrivere alcun accordo “a ogni costo”, lasciando intendere che restano nodi cruciali da sciogliere, in particolare sulla questione degli ostaggi israeliani e della presenza di Hamas nel territorio.

Lo scenario resta teso e fragile, con la popolazione civile di Gaza sempre più stremata da mesi di bombardamenti, carenze croniche di acqua, cibo, medicinali e energia. L’arrivo del carburante, seppur simbolico rispetto all’ampiezza dell’emergenza, potrebbe facilitare l’accesso umanitario e la riattivazione di servizi essenziali, tra cui gli ospedali e la distribuzione dell’acqua potabile.

Tuttavia, la strada verso una tregua stabile appare ancora lunga. Gli sviluppi delle prossime ore diranno se si tratta di un primo passo verso la de-escalation o solo di una breve parentesi in un conflitto che non accenna a placarsi.

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