6 Ottobre 2026, martedì
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Trump rilancia la sfida dei dazi: stangata del 50% sul rame e sul Brasile

La Casa Bianca accelera sul fronte protezionista: entro agosto scatteranno nuove tariffe su importazioni strategiche. L’Unione europea cerca un’intesa per evitare lo scontro. Lula respinge la lettera americana, Confindustria in allarme: “Anche il 10% è un rischio per le imprese”.

WASHINGTON – L’amministrazione Trump conferma la linea dura sul commercio internazionale. La Casa Bianca ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi del 50% su diverse importazioni, a partire dal rame e dai prodotti provenienti dal Brasile. Il provvedimento, che entrerà in vigore ad agosto, rientra in una strategia più ampia di pressione verso i Paesi Brics e gli alleati occidentali, con l’obiettivo dichiarato di “riequilibrare il commercio globale”.

Il Brasile è uno dei bersagli principali: Washington ha giustificato la misura citando l’atteggiamento del governo Lula nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro. La reazione di Brasilia è stata immediata: l’esecutivo brasiliano ha respinto al mittente la comunicazione inviata dalla Casa Bianca, definendola “offensiva”, e ha riconsegnato la lettera all’ambasciata americana.

Nel frattempo, proseguono i negoziati tra Stati Uniti e Unione europea, con l’obiettivo di evitare un’escalation commerciale che potrebbe avere pesanti ripercussioni sull’economia del blocco. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha sottolineato che “la priorità dell’Europa è stabilizzare le relazioni transatlantiche”, ma ha anche ammesso che i rapporti con Washington “potrebbero non essere più come prima”.

Il governo italiano segue con attenzione gli sviluppi. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha avvertito che “una guerra commerciale con gli Stati Uniti sarebbe devastante” e ha invitato Bruxelles a mantenere aperto il dialogo. Dello stesso avviso il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che ha lanciato l’allarme: “Anche dazi al 10% rappresentano un serio problema per le imprese italiane, già alle prese con costi elevati e mercati incerti”.

Sul tavolo resta la scadenza del 1° agosto, data entro la quale gli Stati Uniti si aspettano un’intesa con i partner europei. In mancanza di un accordo, le nuove tariffe entreranno in vigore automaticamente.

In parallelo, il presidente Trump ha incontrato a Washington una delegazione di leader africani, con al centro del confronto la questione delle terre rare, risorse strategiche su cui gli Stati Uniti intendono rafforzare il controllo nell’ambito delle nuove catene globali di approvvigionamento.

Il ritorno dei dazi, e il clima da confronto aperto con partner storici e potenze emergenti, segna una svolta nelle dinamiche globali. La sfida commerciale è ormai apertamente politica.

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