Dazi, Nato e aborto: Trump al bivio tra politica estera e tensioni interne
Dalla possibilità di rinviare le tariffe sull’Unione Europea alle frizioni con la stampa, passando per la decisione della Corte Suprema sull’aborto. Settimana densa di contrasti per la Casa Bianca.
WASHINGTON — La Casa Bianca apre alla possibilità di prorogare la scadenza del 9 luglio per l’introduzione dei dazi all’Unione Europea. Ma, come precisato dallo staff presidenziale, la decisione finale spetta a Donald Trump. Si tratterebbe di una mossa cruciale in un momento di alta tensione commerciale, mentre l’amministrazione è impegnata su più fronti, dalla politica estera alle dispute interne.
L’eventuale rinvio delle tariffe, originariamente previste come risposta a dispute commerciali con Bruxelles, segna un potenziale segnale distensivo, anche se la posizione del presidente resta imprevedibile.
La Nato e le lodi del Pentagono
Nel frattempo, Trump incassa l’elogio pubblico del suo segretario alla Difesa, Pete Hegseth, che in una conferenza stampa al Pentagono ha definito “storico” il risultato ottenuto dal presidente al vertice Nato. In particolare, Hegseth ha fatto riferimento all’impegno assunto dai Paesi europei di portare la spesa militare al 5% del Pil entro il 2035, superando di gran lunga l’attuale soglia del 2%. Un traguardo che l’amministrazione presenta come una vittoria diplomatica dell’inquilino della Casa Bianca.
Corte Suprema: no ai fondi pubblici per l’aborto
Sul fronte interno, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di bloccare i finanziamenti pubblici destinati all’interruzione volontaria di gravidanza, in un pronunciamento che segna un ulteriore arretramento sui diritti riproduttivi e riaccende lo scontro tra conservatori e progressisti. La decisione rafforza la linea dell’amministrazione Trump, che da tempo sostiene iniziative restrittive in materia di aborto.
Attacchi alla stampa
Non sono mancati, infine, nuovi attacchi da parte del presidente verso la stampa americana. In particolare, Trump ha accusato il New York Times e la CNN di aver diffuso “storie false” sui siti nucleari iraniani, definendole “così sbagliate” da meritare, a suo dire, il licenziamento dei giornalisti coinvolti. «Si dice che licenzieranno i reporter che hanno inventato quelle storie — ha dichiarato il presidente — perché sono completamente prive di fondamento».
Prospettive incerte
Il mosaico politico attorno a Trump si fa dunque sempre più complesso: da un lato il presidente cerca di capitalizzare i risultati ottenuti in ambito internazionale, dall’altro deve fronteggiare una serie di tensioni interne, tra giustizia, diritti civili e relazioni con i media. Il rinvio dei dazi all’Unione Europea potrebbe offrire una finestra di dialogo sul fronte commerciale, ma resta subordinato a una decisione che, come sottolineano da Washington, sarà esclusivamente nelle mani del presidente.
