ROMA – Nulla di fatto per la Lega sul tema del terzo mandato ai presidenti di Regione. L’emendamento presentato dal Carroccio è stato bocciato durante l’esame in Commissione Affari Costituzionali del Senato, segnando uno stop significativo per il partito guidato da Matteo Salvini, che puntava a rimettere in discussione il limite attualmente fissato a due mandati consecutivi.
Il governo, su questa proposta, non ha preso posizione, scegliendo di rimettersi al parere della Commissione. Al termine della votazione, secondo quanto trapelato da fonti parlamentari, i voti contrari sono stati 15, contro 5 favorevoli – di cui tre della Lega, uno di Italia Viva e uno del gruppo Autonomia.
Si sono astenuti invece il presidente della Commissione, Alberto Balboni, e il senatore Domenico Matera, entrambi di Fratelli d’Italia, segnale di una cautela politica che riflette le divisioni interne alla maggioranza sul tema.
Il tentativo della Lega mirava a introdurre una deroga al limite del secondo mandato, permettendo ai governatori uscenti, in particolare in Regioni chiave del Nord come Veneto e Lombardia, di ripresentarsi anche per una terza volta consecutiva. Un’ipotesi che, per il momento, non trova i numeri nemmeno in sede parlamentare, e che rischia di restare congelata almeno fino alla prossima legislatura o a un’eventuale riforma organica della legge elettorale regionale.
Il dibattito resta aperto, ma l’esito della votazione in Commissione rappresenta un segnale politico chiaro: il terzo mandato, al momento, non passa.
