9 Ottobre 2026, venerdì
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Guerra Israele-Iran, Trump rifiuta l’aiuto di Putin: “Non mi serve con l’Iran, mi serve con te”

Tensione altissima in Medio Oriente: 31 morti nella Striscia di Gaza, il Parlamento iraniano sospende i rapporti con l’Aiea. Intanto Trump svela un’offerta di mediazione da parte di Putin, prontamente respinta.

Nel pieno dell’escalation tra Israele e Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, attualmente impegnato al vertice NATO all’Aia, ha rivelato di aver ricevuto una telefonata da Vladimir Putin con un’offerta di aiuto per risolvere il conflitto in Medio Oriente. L’offerta del leader del Cremlino, però, è stata respinta senza esitazioni. “No, non ho bisogno di aiuto con l’Iran. Ho bisogno di aiuto con te”, avrebbe risposto Trump, secondo quanto riportato ai giornalisti.

Intanto la situazione nella Striscia di Gaza si fa sempre più drammatica. Almeno 31 persone sono state uccise questa mattina da attacchi israeliani, secondo fonti mediche citate da Al Jazeera. Tra le vittime, almeno 10 civili che stavano attendendo aiuti umanitari presso il corridoio di Netzarim, nel centro della Striscia. Un altro palestinese è stato ucciso e cinque sono rimasti feriti dal fuoco israeliano nella zona di Rafah.

Non si tratta di un episodio isolato: nelle ultime settimane si sono moltiplicati i casi di attacchi a civili in attesa di soccorsi, spesso legati alla Gaza Humanitarian Foundation, un’organizzazione supportata da Stati Uniti e Israele, ma fortemente criticata da ONG internazionali per l’inefficacia e la gestione controversa dei rifornimenti.

Sul fronte diplomatico, Teheran ha risposto con una mossa pesante: il Parlamento iraniano (Majles) ha approvato la sospensione della cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). La decisione arriva a pochi giorni dall’inizio della guerra scatenata da Israele il 13 giugno, con l’obiettivo dichiarato di “neutralizzare la minaccia nucleare iraniana” e impedire lo sviluppo della bomba atomica da parte della Repubblica Islamica.

Dal lato israeliano, il portavoce militare Effie Defrin ha dichiarato in conferenza stampa che “è ancora presto per valutare i risultati dell’operazione”, ma ha affermato che un colpo significativo è stato inferto al programma nucleare iraniano, stimando che i raid abbiano ritardato i progressi di diversi anni. Tuttavia, fonti dell’intelligence statunitense – riportate dalla CNN e dal New York Times – offrono una lettura diversa, sostenendo che l’impatto delle operazioni avrebbe ritardato il programma di Teheran solo di pochi mesi.

In un quadro internazionale sempre più complesso, tra guerra aperta, crisi umanitaria e diplomazia congelata, le parole di Trump e l’offerta respinta di Putin aggiungono un ulteriore elemento di tensione geopolitica. Il conflitto rischia ora di trascinare con sé nuovi attori e di complicare ulteriormente gli equilibri in una delle aree più instabili del pianeta.

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