Cadore travolto dal fango, frana a Cancia: famiglie isolate dopo il nubifragio. L’intervento dei soccorsi
CANCIA DI CADORE (BELLUNO) – Una pioggia torrenziale caduta in appena mezz’ora ha innescato l’ennesima ferita sul fragile versante delle Dolomiti bellunesi. Un violento smottamento ha colpito la frazione di Cancia, nel comune di Borca di Cadore, lasciando diverse persone bloccate nelle proprie abitazioni. Il fango e i detriti hanno invaso anche un tratto della statale 51 di Alemagna, arteria cruciale per la viabilità dell’alta provincia veneta.
A confermare la gravità della situazione è stato l’assessore regionale alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin, che ha parlato di un evento improvviso e di notevole entità, causato da circa 50 millimetri di pioggia caduti in meno di 30 minuti. Una vera e propria bomba d’acqua, tipica ormai dei nuovi estremi climatici, che ha saturato il terreno e provocato lo scivolamento a valle di tonnellate di materiale.
Soccorsi in azione, ancora incerto il numero degli isolati
Vigili del fuoco, tecnici della Protezione Civile e forze dell’ordine sono al lavoro da ore per cercare di liberare le abitazioni e mettere in salvo gli abitanti intrappolati. Al momento non è ancora stato possibile quantificare con precisione quante persone siano rimaste isolate, ma le operazioni sono in corso con l’ausilio di escavatori, torri faro e droni per monitorare il fronte della frana.
Una zona fragile e già colpita in passato
La frazione di Cancia, situata ai piedi del monte Antelao, non è nuova a episodi simili. L’area è classificata come ad alto rischio idrogeologico e già in passato ha vissuto momenti di paura per smottamenti e colate detritiche. “È fondamentale mantenere alto il livello di vigilanza e investire nella manutenzione e nella prevenzione”, ha ribadito Bottacin, che ha annunciato un sopralluogo nelle prossime ore insieme ai tecnici regionali.
Viabilità interrotta, viaggiatori bloccati
La frana ha interrotto anche la circolazione lungo la SS51 di Alemagna, una delle principali vie di collegamento tra il Veneto e l’Alto Adige, frequentata in questi mesi anche da migliaia di turisti diretti verso le località dolomitiche. I mezzi pesanti e le auto in transito sono stati deviati su percorsi alternativi, con conseguenti rallentamenti e disagi.
Il clima che cambia e la montagna che frana
L’episodio di Cancia è l’ultimo di una lunga serie di eventi estremi che negli ultimi anni hanno interessato l’arco alpino e prealpino. L’intensificazione dei fenomeni meteo, la fragilità dei pendii montani e la crescente urbanizzazione mettono a dura prova la resilienza dei territori.
Con l’estate ormai alle porte e il rischio di temporali improvvisi sempre più frequente, l’allerta resta alta. La montagna, d’estate come d’inverno, chiede rispetto. E investimenti strutturali per garantire sicurezza e prevenzione. Oltre all’impegno immediato, serve una visione a lungo termine per proteggere chi vive e lavora nei territori di confine tra natura e rischio.
