6 Ottobre 2026, martedì
HomeMondoCronaca nel MondoTempesta sul Medio Oriente: esplode la guerra tra Israele e Iran

Tempesta sul Medio Oriente: esplode la guerra tra Israele e Iran

Missili su Tel Aviv, raid su Teheran: la rappresaglia incrociata infiamma la regione. Netanyahu chiama alla rivolta, l'Iran minaccia attacchi contro chi difende Israele.

Il conflitto tra Israele e Iran ha varcato il punto di non ritorno. Dopo una serie di operazioni militari reciproche, il secondo giorno di escalation si è trasformato in un drammatico botta e risposta che ha colpito nel cuore le due nazioni. Tel Aviv e Teheran, simboli e centri nevralgici dei rispettivi Stati, sono ora bersagli diretti di missili, raid aerei e dichiarazioni di guerra aperta.

La Repubblica Islamica dell’Iran ha lanciato la sua quarta ondata di missili balistici contro Israele, colpendo nuovamente Tel Aviv e causando almeno quattro morti e decine di feriti. Le esplosioni hanno risuonato nel cuore della città mentre la popolazione si rifugiava nei bunker. I pasdaran, le Guardie Rivoluzionarie iraniane, hanno annunciato che sono pronti a lanciare “altri duemila missili”, promettendo una rappresaglia su scala ancora più ampia.

La risposta israeliana non si è fatta attendere. L’aviazione dello Stato ebraico ha condotto raid profondi nel territorio iraniano, colpendo obiettivi strategici a Teheran, Isfahan e Kermanshah. Per la prima volta dall’inizio del conflitto, i caccia israeliani si sono spinti a oltre 1.500 chilometri dal confine, colpendo anche postazioni difensive e basi aeree nei pressi della capitale. A Teheran, colonne di fumo si sono levate nei pressi dell’aeroporto, e una delle aree più colpite è stata il quartiere di Pastour, dove sorgono il palazzo presidenziale e la residenza della Guida Suprema, Ali Khamenei.

L’Iran ha lanciato un messaggio chiaro e minaccioso alla comunità internazionale: “Colpiremo ogni Paese che si schiererà in difesa di Israele”. Il che apre lo scenario a un potenziale allargamento regionale del conflitto, con l’inclusione di basi e alleati occidentali nel mirino iraniano.

L’operazione israeliana che ha dato il via alla nuova escalation si chiama “Rising Lion” e ha avuto luogo nelle prime ore di venerdì. L’aviazione israeliana ha sorpreso le difese iraniane colpendo impianti militari e siti nucleari, provocando, secondo fonti locali, 78 morti e oltre 300 feriti. Un’azione chirurgica e devastante, mirata a decapitare la leadership strategica iraniana e disabilitare le infrastrutture sensibili del Paese.

La risposta iraniana non si è fatta attendere. In serata, Teheran ha lanciato tre ondate di missili, alcune delle quali sono riuscite a penetrare il sofisticato scudo antimissilistico israeliano. Le sirene hanno risuonato a Tel Aviv e Gerusalemme, seguite da esplosioni e incendi. Una donna ha perso la vita e oltre 60 persone sono rimaste ferite. L’Iran ha inoltre rivendicato l’abbattimento di due jet israeliani e la cattura di una pilota donna, notizia poi smentita dalle autorità israeliane.

La rappresaglia iraniana è stata battezzata “True Promise 3”, terzo atto di una serie di operazioni pensate come risposta diretta alle azioni militari israeliane. Sul fronte diplomatico, si registra una nuova presa di posizione dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha definito “eccellente” l’azione israeliana contro l’Iran.

Il premier Benjamin Netanyahu, in un messaggio rivolto direttamente al popolo iraniano, ha esortato la popolazione a “ribellarsi contro il regime malvagio” e a “lottare per la libertà”. Parole che sembrano voler aprire un nuovo fronte, questa volta interno, nel cuore della Repubblica Islamica.

Nel frattempo, le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno mobilitato decine di migliaia di riservisti, segnale che lo Stato ebraico si prepara a un conflitto prolungato e a vasta scala. La situazione, ora, è di guerra conclamata, con la concreta possibilità che il confronto militare coinvolga anche altre potenze regionali, se non mondiali.

Il Medio Oriente si trova sull’orlo di un conflitto dalle conseguenze potenzialmente devastanti. La speranza di una soluzione diplomatica si allontana, mentre le città di due delle nazioni più potenti dell’area diventano teatro di una guerra che rischia di riscrivere gli equilibri dell’intera regione.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti