28 Ottobre 2026, mercoledì
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Udine, giustizia per Shimpei Tominaga: 12 anni al giovane che lo colpì a morte

Omicidio preterintenzionale – Condanna a 12 anni per Samuele Battistella, 20enne trevigiano. L’imprenditore giapponese fu ucciso con un pugno mentre cercava di sedare una rissa.

UDINE – È arrivata la sentenza per la morte di Shimpei Tominaga, il 56enne imprenditore giapponese rimasto vittima di un’aggressione fatale nell’estate del 2024 a Udine. Il tribunale ha condannato a 12 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale Samuele Battistella, ventenne di Mareno di Piave (Treviso), riconosciuto responsabile del pugno che causò la morte dell’uomo.

Era una serata come tante, quella di fine giugno, quando Tominaga, uomo d’affari benvoluto e integrato nella comunità friulana, si trovò nel posto sbagliato al momento sbagliato. Notando una rissa scoppiata tra due gruppi di giovani nel centro cittadino, tentò coraggiosamente di intervenire per sedare gli animi. In risposta ricevette un pugno violento, cadde a terra battendo la testa: per lui non ci fu scampo.

Il colpo, sferrato da Battistella, si rivelò fatale. L’intento, secondo il giudice, non era quello di uccidere, ma l’azione si è comunque tradotta in un esito tragico e irreversibile. Da qui la condanna per omicidio preterintenzionale, che riconosce la responsabilità della morte pur in assenza di premeditazione.

Assolti invece dall’accusa di concorso in omicidio gli altri due imputati, Daniele Wedam, 20 anni, e Abd Allah Djouamaa, 22 anni, entrambi residenti a Conegliano. Per loro, il tribunale ha riconosciuto il solo reato di lesioni aggravate, condannandoli ciascuno a due anni di reclusione. Wedam sconterà la pena senza la sospensione condizionale, mentre per Djouamaa la posizione sarà valutata separatamente.

La sentenza, emessa dopo mesi di indagini, perizie e testimonianze, pone un punto fermo su un episodio che ha scosso profondamente la città di Udine e la comunità giapponese in Italia. Shimpei Tominaga, conosciuto per il suo impegno imprenditoriale e la sua integrità, è diventato suo malgrado simbolo della violenza insensata che può scaturire da una serata di ordinaria follia.

L’avvocato della famiglia Tominaga ha espresso “sollievo per il riconoscimento della verità processuale, pur nella consapevolezza che nulla potrà restituire alla moglie e ai figli la persona che hanno perduto”. Il legale di Battistella ha già annunciato ricorso in appello, sostenendo l’impulsività dell’azione e la mancanza di consapevolezza delle conseguenze.

Resta, comunque, il dramma di una vita spezzata mentre tentava di fare la cosa giusta: impedire che la violenza degenerasse. E ora la giustizia prova, almeno in parte, a rendere omaggio a quel gesto di civiltà.

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