5 Ottobre 2026, lunedì
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Referendum su lavoro e cittadinanza: affluenza al 22,7% alle 23. Urne aperte fino alle 15

Partecipazione in calo per i cinque quesiti referendari. Toscana in testa, astensionismo marcato al Sud. Si vota anche in 13 Comuni per i ballottaggi: occhi puntati su Taranto e Matera.

Roma – Si è conclusa alle 23 di ieri la prima giornata di voto per i cinque referendum nazionali su lavoro e cittadinanza. Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Interno, l’affluenza parziale si è fermata al 22,73%, una percentuale che fa presagire difficoltà a raggiungere il quorum richiesto del 50% più uno degli aventi diritto. I seggi sono stati riaperti questa mattina alle 7 e rimarranno accessibili fino alle 15 di oggi, quando inizieranno le operazioni di spoglio.

Le consultazioni referendarie stanno avendo un andamento disomogeneo sul territorio nazionale. La Toscana guida la classifica delle Regioni più partecipative, con un’affluenza che ha sfiorato il 30%. All’estremo opposto, l’astensionismo domina in Trentino Alto Adige (16,13%), Calabria (16,25%) e Sicilia (16,48%).

La progressione dell’affluenza

Nel corso della giornata di domenica, la partecipazione ha registrato un aumento graduale ma contenuto: alle 12 aveva votato solo il 7,4% degli elettori, percentuale salita al 16,1% entro le 19. Il picco della serata ha portato il dato al 22,7%, ben al di sotto della soglia necessaria per la validità del voto.

Gli analisti sottolineano la scarsa mobilitazione elettorale come segnale di disaffezione, non solo nei confronti dei quesiti, ma anche verso lo strumento referendario in sé, la cui efficacia è da anni oggetto di dibattito.

I referendum in campo

I cinque quesiti sottoposti al giudizio degli elettori toccano temi sensibili: dal diritto al lavoro alla parità di trattamento tra cittadini italiani e stranieri, fino alla semplificazione delle procedure per il riconoscimento della cittadinanza. L’alta complessità giuridica dei quesiti, unita a una campagna informativa giudicata poco incisiva, potrebbe aver influito sul basso coinvolgimento dell’opinione pubblica.

Ballottaggi in 13 Comuni: sfide cruciali a Taranto e Matera

In parallelo ai referendum, si vota anche per i ballottaggi amministrativi in 13 Comuni con più di 15mila abitanti. L’affluenza registrata alle 23 per le elezioni comunali è del 37,36%, in calo rispetto al primo turno, quando alla stessa ora si era recato alle urne il 45,82% degli aventi diritto.

Le partite più rilevanti si giocano a Taranto e Matera, due capoluoghi di provincia che assumono un valore simbolico e strategico anche su scala nazionale. A Taranto, città al centro di numerose vertenze ambientali e industriali, la scelta del sindaco potrà orientare la futura politica di riconversione economica del territorio. A Matera, ex capitale europea della cultura, la sfida ha assunto i contorni di un confronto diretto tra centrodestra e centrosinistra con risvolti regionali.

In attesa dei verdetti

Le urne chiuderanno oggi alle 15: da quel momento cominceranno gli scrutini, prima per i referendum e poi per i ballottaggi. I risultati ufficiali sono attesi in serata, ma già nelle prossime ore sarà chiaro se il quorum per i quesiti referendari sarà stato raggiunto o meno.

Intanto, il dibattito politico si prepara a fare i conti con l’impatto di una tornata elettorale che, seppur priva di valenza nazionale diretta, potrebbe offrire segnali significativi sullo stato della partecipazione democratica nel Paese.

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