6 Ottobre 2026, martedì
HomeItaliaPoliticaAppendino contro Tajani e Meloni: “Complici del genocidio, il governo è codardo”

Appendino contro Tajani e Meloni: “Complici del genocidio, il governo è codardo”

La vicepresidente del M5S accusa il governo di inazione sulla Palestina e di sabotaggio democratico: “Da Gaza ai referendum, si nascondono dietro la propaganda”

Roma – Una presa di posizione durissima, senza sconti né giri di parole. La vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, affonda il colpo contro il governo Meloni e, in particolare, contro il ministro degli Esteri Antonio Tajani. In un’intervista rilasciata a Fanpage, l’ex sindaca di Torino denuncia con toni accesi la linea dell’esecutivo sul conflitto in Medio Oriente, accusandolo apertamente di complicità morale con la strategia militare israeliana a Gaza.

“Sono allibita dalle dichiarazioni di Tajani”, esordisce Appendino, riferendosi a recenti affermazioni del ministro secondo cui i palestinesi sarebbero grati all’Italia. “Grati? Ma per cosa dovrebbero ringraziarci? Per essere complici di un genocidio? Per non aver interrotto in modo netto il commercio di armi con Israele? Per non avere il coraggio di imporre sanzioni? Oppure perché tolleriamo che un leader del nostro governo stringa la mano a Netanyahu, che dovrebbe rispondere di crimini di guerra?”

Il riferimento diretto è all’incontro tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e il premier israeliano, in un contesto internazionale sempre più teso. Secondo Appendino, il silenzio o l’ambiguità del governo italiano di fronte a oltre 60.000 morti, “tra cui tantissimi bambini”, rappresenta non solo un fallimento politico ma un cedimento morale.

“Questo è un governo codardo”, accusa la vicepresidente M5S. “Ha paura di prendere posizione per non scontentare qualcuno politicamente vicino. E poi ci accusano di fare propaganda? Il problema non è chi alza la voce, ma chi resta in silenzio. Sabato scenderà in piazza quella parte d’Italia che vuole stare dalla parte giusta della storia.”

Ma Appendino non si ferma alla politica estera. La sua critica si allarga al piano interno, dove accusa la premier Giorgia Meloni di incoerenza e doppiezza, in particolare sulla questione dei referendum promossi dalla Cgil sul lavoro. “Meloni? Neanche il coraggio di dire la verità. Parla di democrazia ma cerca di far fallire il quorum. Leggete questa frase: ‘Il governo ha paura degli italiani e sta facendo di tutto per non raggiungere il quorum’. La potremmo attribuire a Conte, a me o a Landini oggi. E invece? È Giorgia Meloni nel 2016, sul referendum sulle trivelle. Quella Meloni non esiste più.”

Secondo Appendino, l’attuale premier ha abbandonato le battaglie per la partecipazione popolare per schierarsi “dalla parte sbagliata, quella dei poteri forti”. Un’accusa che si estende anche al merito dei quesiti referendari: “Se dici no a più sicurezza sul lavoro e no a un lavoro dignitoso, da che parte stai? Di certo non con i lavoratori. Non vai davanti alle fabbriche, non guardi in faccia gli operai. Non hai il coraggio di dire che non alzerai i loro stipendi, che non combatterai la precarietà. Questo cos’è, se non codardia?”

Il tono della vicepresidente è tagliente e diretto, il messaggio chiaro: il Movimento 5 Stelle vuole catalizzare l’opposizione al governo Meloni, puntando su temi sociali, diritti e politica estera. Sullo sfondo, un’opinione pubblica sempre più polarizzata e un’estate politica che si preannuncia infuocata, dentro e fuori dalle urne.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti