6 Ottobre 2026, martedì
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Carla Zambelli, fuga a Roma: deputata brasiliana condannata a 10 anni, ora è ricercata dall’Interpol

L’ex alleata di Bolsonaro accusata di hackeraggio contro la giustizia brasiliana: "Sono in Italia, ho la cittadinanza". Il nodo dell’estradizione e il possibile caso diplomatico con il Brasile.

ROMA — È atterrata nella capitale italiana Carla Zambelli, deputata brasiliana ultra-conservatrice, condannata a dieci anni di reclusione in Brasile per crimini informatici e ora ufficialmente ricercata dall’Interpol. La parlamentare, fedelissima dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ha dichiarato in un’intervista alla CNN Brasile di trovarsi a Roma. A confermare la notizia, anche diversi media del suo Paese.

La vicenda ha i contorni di un thriller politico-giudiziario che rischia di aprire una nuova crepa diplomatica tra Italia e Brasile, in un caso che già molti paragonano al lungo braccio di ferro sul caso Cesare Battisti.

L’accusa: cyberpirateria contro un giudice della Corte Suprema

Zambelli è stata ritenuta responsabile di un grave episodio di pirateria informatica: secondo la sentenza emessa il 14 maggio, avrebbe orchestrato un attacco ai sistemi del Consiglio Nazionale di Giustizia (CNJ), facendo emettere un falso mandato di cattura nei confronti di Alexandre de Moraes, giudice della Corte Suprema brasiliana e figura centrale nella lotta alla disinformazione e ai tentativi di delegittimazione delle istituzioni avvenuti sotto la presidenza Bolsonaro.

Oltre all’hackeraggio, alla deputata sono contestati reati di falsità ideologica e abuso dei mezzi informatici. La condanna, che prevede anche la decadenza dal mandato parlamentare una volta conclusi i procedimenti di arresto, non era ancora esecutiva al momento della sua partenza dal Brasile, e Zambelli non era soggetta a restrizioni giudiziarie.

Dalla condanna alla fuga: Miami, poi Roma

Appena conosciuto l’esito del processo, Zambelli ha lasciato il Brasile con un volo per Miami. Da lì, secondo quanto lei stessa ha riferito, ha preso un altro aereo diretto verso Roma, città in cui avrebbe deciso di stabilirsi facendo leva sul possesso della cittadinanza italiana.

Proprio nelle stesse ore, il giudice de Moraes ha richiesto ufficialmente l’inserimento del suo nome nella “lista rossa” dell’Interpol e disposto il sequestro dei beni, il blocco dei conti bancari e la sospensione dei suoi profili social.

La lista rossa Interpol: cosa può (e non può) fare l’Italia

L’inserimento nella red notice dell’Interpol — la rete internazionale per la cattura dei latitanti — rappresenta un segnale d’allarme per le autorità italiane, ma non costituisce un mandato di arresto immediato. In Italia, infatti, un arresto provvisorio può avvenire solo previa autorizzazione della Procura Generale presso la Corte d’Appello competente.

Il punto cruciale, però, è che Carla Zambelli risulta cittadina italiana. E la legge italiana vieta l’estradizione dei propri cittadini, salvo esplicita previsione in accordi bilaterali o convenzioni internazionali. Attualmente, non esiste un trattato che vincoli Roma e Brasilia all’estradizione in casi come questo.

In sostanza, Zambelli potrebbe rimanere in Italia da libera cittadina, pur essendo condannata e ricercata nel suo Paese d’origine. Un epilogo che sta già sollevando interrogativi politici, giudiziari e diplomatici.

Possibili risvolti diplomatici: un nuovo caso Battisti?

Il governo brasiliano osserva con crescente attenzione. Il nome di Carla Zambelli è da anni associato alla corrente più radicale del bolsonarismo. La sua fuga, secondo le parole del giudice de Moraes, “è inequivocabilmente volta a sottrarsi alla giustizia”. Non è escluso che l’esecutivo brasiliano possa sollevare il caso presso il Ministero degli Esteri italiano, richiedendo forme di cooperazione giudiziaria o pressioni politiche.

In Italia, intanto, si discute sul terreno delicato tra diritto e diplomazia. Come per Cesare Battisti, il nostro Paese si trova a dover mediare tra la tutela dei propri cittadini e il rispetto delle sentenze di una democrazia straniera. Ma questa volta, i ruoli sembrano invertiti.

Resta da capire se Carla Zambelli resterà un semplice caso giudiziario o se, nei prossimi mesi, diventerà un nome al centro delle relazioni internazionali tra Italia e Brasile.

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