Un curriculum online da capogiro, millantando incarichi come medico personale di Papa Giovanni Paolo II e di decine di cardinali. Titoli inventati, competenze mai certificate e, soprattutto, nessuna abilitazione alla professione medica in Italia. È bastato questo per convincere una famiglia romana a riporre fiducia – e a consegnare 30mila euro in contanti – nelle mani di un 63enne argentino, ora arrestato con le gravi accuse di esercizio abusivo della professione medica e truffa aggravata.
L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Polizia postale e della Scientifica della Questura di Roma, aveva messo in piedi una fitta rete di raggiri a danno di famiglie vulnerabili, promettendo terapie “innovative” per curare disturbi neurologici, in particolare nei bambini con forme gravi di autismo. Il trattamento proposto, presentato come un rivoluzionario trapianto di cellule staminali, è stato venduto alla famiglia come l’ultima frontiera della scienza. In realtà, si trattava di un pericoloso miscuglio di sostanze scadute, maleodoranti e prive di qualsiasi approvazione sanitaria.
La truffa è emersa grazie al coraggio dei genitori della giovane vittima, che dopo due anni di “cura” senza alcun miglioramento – anzi, con peggioramenti e sintomi collaterali – si sono rivolti alle autorità. Da quella denuncia ha preso avvio un’indagine complessa, che ha portato alla perquisizione dell’abitazione del falso medico. Lì sono state trovate 400 cartelle cliniche di pazienti, campioni biologici non conservati secondo norma, medicinali illegali e documentazione utile a ricostruire l’attività illecita.
Fondamentale è stato anche il contributo dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha analizzato i composti utilizzati nel trattamento: i risultati parlano chiaro. Si tratta di sostanze non riconosciute né autorizzate, la cui somministrazione può comportare seri rischi per la salute, soprattutto in soggetti fragili come i bambini con disabilità.
Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro dei siti web tramite cui l’uomo promuoveva le sue “terapie” e commercializzava i prodotti, ordinando l’oscuramento delle pagine e la disattivazione dei domini. Secondo gli inquirenti, la rete del finto medico potrebbe avere ramificazioni anche all’estero, e il numero delle vittime potrebbe essere più alto di quanto emerso finora.
L’inchiesta resta aperta: oltre al profilo penale, si indaga anche su eventuali responsabilità di chi avrebbe potuto, pur non direttamente coinvolto, agevolare la diffusione dell’attività fraudolenta.
Nel frattempo, le autorità sanitarie lanciano un appello alla prudenza: «Non affidatevi a chi promette cure miracolose senza basi scientifiche. La salute non è un terreno per ciarlatani».
Una vicenda che richiama tragicamente l’attenzione su una piaga diffusa: la vulnerabilità delle famiglie con persone disabili, troppo spesso preda facile di chi specula sul dolore e sulla speranza.
