25 Ottobre 2026, domenica
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È morto Étienne-Émile Baulieu, il pioniere della libertà femminile

Addio al grande scienziato francese che rivoluzionò la medicina con la pillola abortiva. Aveva 98 anni. Il suo lavoro ha cambiato per sempre il rapporto tra scienza, salute e diritti umani.

Parigi — Si è spento a 98 anni, nella sua casa nella capitale francese, il professor Étienne-Émile Baulieu, celebre medico e ricercatore, universalmente riconosciuto come l’inventore della pillola abortiva. A darne l’annuncio è stata la moglie, la produttrice televisiva Simone Harari Baulieu, che lo ha ricordato come “un uomo mosso da una fede incrollabile nel progresso scientifico, nella libertà delle donne e nella possibilità di garantire a ogni essere umano una vita più lunga e degna di essere vissuta”.

Baulieu, endocrinologo e biologo molecolare, fu un pioniere nel campo della ricerca sugli ormoni steroidei, quegli stessi composti che regolano aspetti fondamentali della fisiologia umana, dalla riproduzione al metabolismo. Il suo nome è legato indissolubilmente alla scoperta e allo sviluppo del mifepristone, più noto come RU-486, la cosiddetta pillola abortiva, introdotta in Francia alla fine degli anni ’80. Un farmaco destinato a cambiare radicalmente l’approccio alla salute riproduttiva, offrendo un’alternativa non chirurgica all’interruzione di gravidanza, con minore invasività e maggiore autonomia per le donne.

Una rivoluzione scientifica e culturale
Il contributo di Baulieu ha avuto un impatto che travalica i confini della medicina. RU-486 è diventato uno strumento di autodeterminazione femminile, suscitando nel tempo accesi dibattiti politici ed etici. Osteggiato in molti Paesi e celebrato in altri, il suo utilizzo ha acceso i riflettori sul diritto alla scelta e sull’accesso all’aborto sicuro. Ma per Baulieu, lo scienziato, non si è mai trattato di ideologia: “Il mio compito è offrire soluzioni attraverso la scienza”, dichiarò in un’intervista. “Il giudizio morale spetta alla società.”

Una vita tra laboratori e istituzioni
Nato a Strasburgo nel 1926 con il nome di Étienne Blum, cambiato poi in Baulieu durante l’occupazione nazista, visse in prima persona gli orrori della guerra e la discriminazione razziale. Studiò medicina a Parigi e poi si affermò come figura centrale del Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) e dell’Inserm, due dei maggiori enti di ricerca francesi. Fu anche consigliere scientifico del governo e membro dell’Accademia delle Scienze.

Nel corso della sua lunga carriera, Baulieu si distinse anche per la ricerca sull’invecchiamento, sulla memoria e sulla rigenerazione cellulare, mantenendo fino all’ultimo una lucidità e una curiosità intellettuale fuori dal comune. “Non ho mai pensato alla pensione”, diceva. “La scienza è una forma di resistenza al tempo.”

L’eredità di un visionario
Con la scomparsa di Baulieu si chiude un capitolo cruciale della storia della medicina del Novecento. Ma la sua eredità continua a vivere in ogni laboratorio che lavora per rendere la scienza uno strumento di emancipazione e in ogni donna che può scegliere liberamente del proprio corpo.
Un’eredità fatta di molecole, ma anche di idee.

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