6 Ottobre 2026, martedì
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Negoziati a Istanbul, senza Putin né Trump: colloqui in salita tra delegazioni e attese

Vertice turco tra Russia e Ucraina, ma con assenze pesanti. Zelensky frena: “Serve un segnale forte da Mosca”. Gli Stati Uniti presenti con emissari speciali e il segretario di Stato Rubio

Istanbul — È iniziato nella capitale turca un nuovo round di colloqui tra Russia e Ucraina, ma l’atmosfera appare tutt’altro che promettente. La delegazione di Mosca è giunta a Istanbul guidata da Vladimir Medinsky, consigliere del presidente russo ed ex ministro della Cultura, ma l’assenza del leader del Cremlino Vladimir Putin e del ministro degli Esteri Serghei Lavrov è stata letta da molti come un segnale di scarso impegno da parte russa.

Sul fronte opposto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto sapere che valuterà le prossime mosse solo dopo il confronto diretto con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, mediatore chiave del vertice. Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, Kiev sarebbe al momento disponibile a discutere esclusivamente di una tregua temporanea. La presenza nella delegazione russa di figure considerate “di secondo piano” non avrebbe favorito — anzi, avrebbe di fatto bloccato — la possibilità di una svolta sostanziale nei negoziati.

La riunione si svolge sotto l’occhio vigile della comunità internazionale. Per gli Stati Uniti, sono arrivati a Istanbul Steve Witkoff e Keith Kellogg, emissari speciali del presidente, insieme al segretario di Stato Marco Rubio. Un’assenza che pesa anche sul fronte americano è quella dell’ex presidente Donald Trump, il quale, pur non partecipando direttamente, ha lasciato intendere di poter intervenire “se opportuno”, forse già nella giornata di venerdì.

L’incontro in Turchia si inserisce in un quadro geopolitico sempre più teso, in cui le iniziative diplomatiche sembrano fare fatica a tenere il passo con l’escalation militare. Erdogan si conferma nel ruolo di equilibratore regionale, ma con margini sempre più ristretti. Sul tavolo, per ora, non ci sono bozze d’accordo né proposte condivise: soltanto una fragile apertura a un cessate il fuoco, tutta da costruire.

La sensazione, al termine della prima giornata di lavori, è che il dialogo continui a navigare a vista. E che senza l’impegno diretto dei leader in campo, il percorso verso una vera pace resti ancora lontano.

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