7 Ottobre 2026, mercoledì
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Gaza, notte di sangue: oltre 50 vittime nei raid aerei israeliani

Almeno 56 morti e decine di feriti in attacchi nella zona settentrionale della Striscia. Cresce l’allarme per l’escalation del conflitto.

Una nuova ondata di violenza ha scosso il nord della Striscia di Gaza, dove nella notte sono stati condotti intensi raid aerei da parte dell’aviazione israeliana. Secondo quanto riferito dall’emittente panaraba Al Jazeera, almeno 56 persone hanno perso la vita e numerosi altri civili risultano feriti, alcuni in condizioni critiche.

Le operazioni militari hanno preso di mira aree densamente popolate, provocando la distruzione di edifici residenziali e ulteriori danni alle già fragili infrastrutture civili. Le immagini diffuse dalle agenzie internazionali mostrano quartieri devastati, ambulanze in corsa tra le macerie e ospedali al limite della capienza.

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) non hanno ancora fornito un bilancio ufficiale delle vittime, ma fonti militari parlano di “attacchi mirati contro obiettivi di Hamas e di altri gruppi armati attivi nella regione”, in risposta a lanci di razzi e operazioni ostili partite dal territorio palestinese.

Il bilancio umano, tuttavia, appare ancora una volta drammaticamente sbilanciato. Le organizzazioni umanitarie presenti sul posto lanciano l’allarme: la popolazione civile paga il prezzo più alto in una crisi che non accenna a trovare sbocchi diplomatici. Secondo l’ONU, la situazione a Gaza si configura ormai come una catastrofe umanitaria permanente, con accessi limitati a cibo, acqua, elettricità e cure mediche.

La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l’escalation del conflitto. Nelle prossime ore è attesa una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mentre da diverse capitali europee si levano appelli al cessate il fuoco immediato.

Nel frattempo, la popolazione della Striscia continua a vivere sotto l’incubo delle sirene, dei droni e dei bombardamenti. Un conflitto senza tregua che, a ogni nuova esplosione, allontana ulteriormente la speranza di una pace duratura.

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