Berlino – Friedrich Merz è stato eletto cancelliere federale della Germania al secondo scrutinio, con 325 voti a favore. Un’elezione che segna un precedente nella storia parlamentare tedesca: è la prima volta, infatti, che un cancelliere designato non viene eletto al primo turno.
Il colpo di scena è arrivato nella mattinata, quando Merz – leader della CDU-CSU e a capo della cosiddetta Grosse Koalition con l’SPD – non aveva raggiunto la soglia di 316 voti necessaria per l’elezione, fermandosi a 310. A mancare all’appello erano stati ben 18 voti interni alla sua maggioranza, evidenziando un’inattesa frattura nella coalizione.
Secondo quanto emerso da analisi parlamentari, la defezione sarebbe stata legata a malumori all’interno del blocco conservatore, dove una parte dei deputati avrebbe mostrato insofferenza per l’alleanza con i socialdemocratici, preferendo posizioni più vicine all’estrema destra dell’AfD. Un segnale che ha generato forte allarme nei vertici del partito.
La seconda votazione, che secondo le norme costituzionali avrebbe potuto essere rimandata fino a 14 giorni, è stata invece anticipata nel pomeriggio, frutto di intense trattative interne. Il risultato ha mostrato un apparente ricompattamento della maggioranza: 325 voti a favore, ben oltre la soglia richiesta, a fronte di 300 contrari e 5 astenuti.
L’articolo 63 della Legge Fondamentale tedesca prevede che il cancelliere sia eletto a maggioranza assoluta dai 630 deputati del Bundestag. Con 328 parlamentari teoricamente a disposizione, Merz partiva con un margine molto ristretto – appena 12 voti di vantaggio. Al primo turno, i numeri avevano certificato la spaccatura, ma il secondo scrutinio ha restituito un’immagine più solida, seppur non priva di ombre.
Resta ora da capire a quale prezzo politico Merz sia riuscito a rientrare nei ranghi della sua maggioranza. Le prossime settimane saranno decisive per valutare la tenuta dell’esecutivo e le eventuali concessioni fatte alle diverse anime della coalizione. Il nuovo cancelliere, volto storico della destra moderata tedesca, si troverà fin da subito a gestire un equilibrio delicato, in un Parlamento più frammentato e polarizzato che mai.
