CASTELLAMMARE DI STABIA — “Avete strappato Carmine alla vita. Non chiamatela fatalità.” Con voce ferma, tra il dolore e la rabbia, Elvira Parlato ha salutato per l’ultima volta suo marito Carmine, il macchinista 59enne dell’EAV morto nella tragedia della funivia del Monte Faito. Durante i funerali, celebrati oggi a Castellammare di Stabia, la donna ha rotto il silenzio con parole che hanno scosso la folla: un grido di giustizia e responsabilità rivolto a istituzioni, colleghi e cittadini.
“Carmine, sarò la tua voce – ha dichiarato davanti alla bara avvolta dal dolore dei familiari e dei colleghi –. Finita l’ora degli applausi, arriva il tempo della verità. Questa non è stata una disgrazia inevitabile. Non posso accettarlo. Qualcuno, con negligenza o leggerezza, ha messo a rischio vite umane. E ora deve rispondere di ciò che ha fatto.”
Un’accusa precisa, che punta il dito contro un sistema che secondo la famiglia Parlato avrebbe ignorato segnali e carenze. “Mi rivolgo a chi doveva tutelare Carmine e i passeggeri: chi doveva vigilare prima che fosse troppo tardi. Non è colpa di un momento, è il risultato di qualcosa che viene da lontano. Chi ha taciuto, chi ha voltato lo sguardo, ora non può più nascondersi.”
Le indagini in corso e il cordoglio istituzionale
Alla cerimonia ha preso parte anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha espresso la vicinanza dello Stato ai familiari della vittima. “In questo momento – ha detto ai giornalisti – dobbiamo affidarci con fiducia all’operato della magistratura, che sta lavorando con impegno e rapidità. Ma oggi è soprattutto il tempo della solidarietà: siamo qui per stringerci attorno alla moglie e al figlio di Carmine, perché nessuno possa sentirsi solo in un dolore così grande.”
L’inchiesta aperta dalla Procura di Torre Annunziata intende chiarire cause e responsabilità del disastro che ha scosso l’intera comunità. Oltre a Parlato, hanno perso la vita tre turisti e un altro passeggero è ricoverato in condizioni gravi. Le indagini puntano ad accertare se vi siano state omissioni nei controlli, nella manutenzione o nella gestione dell’impianto.
Una comunità sotto shock
La tragedia del Faito ha lasciato un segno profondo non solo tra i familiari delle vittime, ma in tutta la cittadinanza. La funivia, simbolo di collegamento e bellezza del territorio, si è trasformata in teatro di morte. Ora si cercano risposte, ma soprattutto si pretende giustizia.
Elvira Parlato, nel giorno più doloroso della sua vita, ha trasformato il lutto in impegno civile: “A Carmine è stata tolta la possibilità di tornare a casa da chi amava. Quel vuoto non potrà essere colmato. Ma la verità può, almeno, restituirci dignità. E fermare altre tragedie.”
