6 Ottobre 2026, martedì
HomeItaliaPoliticaAppendino all’attacco: "Meloni patriota americana, Stellantis scappa e Urso peggio di Attila"

Appendino all’attacco: “Meloni patriota americana, Stellantis scappa e Urso peggio di Attila”

Dalla Gigafactory di Termoli al caro bollette, dai dazi USA al fallimento della Transizione 5.0: la vicepresidente del M5S Chiara Appendino sferra una serie di durissimi attacchi al governo Meloni, accusandolo di svendere l’Italia, distruggere il tessuto produttivo e abbandonare famiglie e imprese.

Una Chiara Appendino a tutto campo, decisa, polemica, senza sconti. Nelle ultime ore, la vicepresidente del Movimento 5 Stelle ha sferrato una vera e propria offensiva contro il governo Meloni, prendendo di mira dossier economici, energetici e di politica estera con dichiarazioni dai toni durissimi che stanno facendo discutere.

Il primo affondo arriva sulla vicenda della Gigafactory di Termoli, progetto simbolo della transizione verso l’elettrico che oggi rischia di evaporare.

“La Gigafactory doveva essere il cuore dell’automotive del futuro. Oggi invece contiamo 600 posti di lavoro persi in sei anni, 400 milioni di euro di investimenti cancellati dal PNRR, e Stellantis che vola in Spagna per costruire altrove ciò che sarebbe dovuto nascere in Italia. Il copione si ripete: il governo taglia, l’industria scappa. E l’Italia resta a guardare”, scrive Appendino sui suoi profili social, parlando di “uno schiaffo a un’intera filiera produttiva”.

Sul fronte energetico, non risparmia critiche al Decreto Bollette, bollato come “tardivo, misero e codardo”:

“Tardivo, perché l’inverno è finito e nessun aiuto concreto è arrivato; misero, perché i 3 miliardi stanziati non coprono nemmeno un terzo degli extracosti delle imprese; codardo, perché non si è avuto il coraggio di toccare gli extraprofitti miliardari delle aziende energetiche che hanno lucrato sulle spalle degli italiani”.

E se il caro bollette pesa sulle famiglie, la politica industriale del governo – secondo Appendino – è ancora più devastante:

“Avevate tra le mani il modello vincente della Transizione 4.0, creato dal M5S. L’avete affogato nella burocrazia. Dei 6 miliardi stanziati, ne sono stati spesi solo 500 milioni. Complimenti! Il ministro Urso è peggio di Attila, sta facendo razzie nel Nord Italia, distruggendo il tessuto produttivo”.

Ma è sul piano internazionale che la critica si fa ancora più feroce, con parole taglienti rivolte direttamente alla Premier Meloni e al suo imminente incontro con Donald Trump:

“Meloni si è sempre vantata della sua ‘schiena dritta’. Peccato che si pieghi puntualmente agli interessi di Washington. Non ha speso una parola sul massacro del popolo palestinese, segue fedelmente la linea ‘armi armi armi’, e ora vola da Trump per prendere ordini. Mentre lui annuncia dazi, noi corriamo a comprare gas più caro e armi più costose, sottraendo risorse a scuola, sanità e imprese. Meloni si conferma una perfetta patriota… americana”.

Le accuse di Appendino toccano i nervi scoperti del governo, rievocando promesse disattese, crisi industriali irrisolte e una politica estera che, a detta del M5S, sta allontanando l’Italia dagli interessi dei suoi cittadini. Un attacco a 360 gradi che riaccende il fronte tra pentastellati e maggioranza, mentre il Paese attende risposte concrete su lavoro, energia, industria e diritti.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti