5 Ottobre 2026, lunedì
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Rave party nel Torinese, tensione alle stelle: scontri con le forze dell’ordine

Un migliaio di partecipanti si raduna in un capannone abbandonato a Leinì. Intervento della polizia nella notte: lacrimogeni, cariche e feriti. Un agente contuso, tre identificati.

Rave illegale a Leinì: musica, caos e scontri. Il blitz delle forze dell’ordine trasforma la notte in guerriglia

Un capannone abbandonato nella zona industriale di Leinì, alle porte di Torino, è diventato il fulcro di un rave party non autorizzato che ha attirato circa mille persone provenienti da diverse regioni del Nord Italia. L’evento, organizzato tramite passaparola e canali social, è iniziato sabato sera e si è trasformato in un fronte di scontro con le forze dell’ordine, intervenute per sgomberare l’area.

Durante l’operazione, scattata nel cuore della notte, si sono registrati momenti di forte tensione. Alcuni partecipanti, secondo quanto riportato dalla questura, avrebbero lanciato bottiglie e oggetti contundenti contro gli agenti, costringendo le forze dell’ordine a rispondere con cariche di alleggerimento e lacrimogeni. Almeno un agente è rimasto contuso, mentre tre persone sono state fermate e identificate.

Il rave si è tenuto in un edificio dismesso, privo di ogni condizione minima di sicurezza. L’area era già nota alle autorità per precedenti episodi simili. Le forze dell’ordine, dopo aver monitorato la situazione per ore, sono intervenute per ripristinare la legalità e impedire che l’assembramento si protraesse fino a lunedì mattina.

Secondo quanto emerge dalle prime ricostruzioni, l’evento era pianificato da giorni da una rete di gruppi legati all’ambiente teknival e alle comunità rave underground. Niente permessi, nessuna autorizzazione e una struttura inadatta a ospitare centinaia di persone, molte delle quali giovanissime.

Sul posto sono intervenute anche ambulanze del 118 per prestare soccorso a chi si è sentito male a causa della calca o dell’uso di alcol e sostanze stupefacenti, presumibilmente diffuse durante la festa.

Le reazioni politiche e istituzionali non si sono fatte attendere. Il prefetto di Torino ha condannato con fermezza l’accaduto, sottolineando il rischio per l’incolumità pubblica e la necessità di una maggiore sorveglianza preventiva su eventi non autorizzati. Anche esponenti locali del centrodestra hanno colto l’occasione per chiedere misure più dure contro i raduni illegali.

Il rave si è infine sciolto alle prime luci dell’alba, sotto la pressione costante delle forze dell’ordine. Restano da valutare eventuali denunce per invasione di proprietà privata, resistenza e danneggiamenti. La Digos sta visionando i video e identificando altri possibili responsabili degli scontri.

Un episodio che riapre il dibattito su come conciliari libertà giovanili, ordine pubblico e sicurezza, soprattutto in un’epoca in cui l’organizzazione di eventi può sfuggire a ogni radar istituzionale.

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