L’omicidio di Ilaria Sula, la studentessa di 22 anni brutalmente uccisa a Roma, si arricchisce di nuovi, sconvolgenti dettagli. Gli ultimi accertamenti della polizia scientifica svelano uno scenario agghiacciante: la giovane sarebbe stata colpita alla giugulare con un coltello, e il sangue – in quantità copiosa – avrebbe raggiunto ogni angolo dell’appartamento di via Homs 8, nel quartiere Africano, dove viveva l’ex fidanzato e presunto assassino, Mark Antony Samson.
I rilievi effettuati dagli investigatori, i cui verbali sono stati visionati dall’agenzia LaPresse, hanno fatto emergere elementi che potrebbero riscrivere la cronologia del delitto. Contrariamente a quanto dichiarato dallo stesso Samson – reo confesso – l’omicidio potrebbe essere avvenuto non il 26 marzo, ma la sera precedente, il 25.
Tracce di sangue ovunque: un delitto violento e disordinato
Le torce al luminol hanno rivelato una scena del crimine rimasta tale anche dopo tentativi accurati di pulizia: sangue nel piatto doccia, nei lavandini della cucina e del bagno, lungo i muri del corridoio e persino su strumenti per la pulizia, come bastoni e manici di spazzoloni. Ma non solo: una traccia è stata individuata su uno scatolone appoggiato sopra un armadio, e una vistosa macchia è stata rinvenuta sulla maniglia interna dello sportello anteriore sinistro dell’auto di Samson.
Particolarmente inquietante è il ritrovamento di guanti in lattice sporchi di sangue: segni tangibili di un tentativo disperato – ma fallimentare – di cancellare le tracce del delitto. Il 26 marzo, giorno successivo all’ipotetica data reale dell’omicidio, Samson avrebbe acquistato detergenti e materiali per la pulizia in un negozio di casalinghi poco distante. La polizia ha infatti sequestrato uno scontrino che conferma l’acquisto, suggerendo una messa in scena postuma, mirata a depistare.
Secondo gli inquirenti, non è escluso che più persone possano aver preso parte alle operazioni di pulizia, un’ipotesi che apre a nuovi interrogativi e possibili complicità.
L’abbigliamento di Ilaria e l’ultima foto all’auto: i dettagli che cambiano tutto
Gli investigatori puntano l’attenzione anche su un altro elemento chiave: l’abbigliamento che Ilaria indossava al momento del delitto, compatibile con un’uscita serale e non con un risveglio mattutino. Un dettaglio che rafforza l’ipotesi secondo cui l’omicidio sia avvenuto la sera del 25 marzo.
Un fototrappola installata in zona per contrastare l’abbandono dei rifiuti ha immortalato l’auto di Samson alle 18:35 del 26 marzo, poche ore prima dell’occultamento del cadavere. All’interno, gli inquirenti hanno trovato alcune ciocche di capelli lunghi, probabilmente appartenenti a Ilaria. Il corpo della giovane è stato infine scoperto la notte del 2 aprile in una scarpata sul Monte Guadagnolo, nel territorio di Capranica Prenestina, a circa 40 chilometri da Roma.
Un quadro sempre più chiaro e spaventoso
Il mosaico investigativo si sta componendo giorno dopo giorno. E con esso, emerge l’atrocità di un delitto maturato probabilmente nel cuore della sera, tra le mura domestiche, seguito da ore di tentativi di insabbiamento. Le tracce di sangue raccontano ciò che le parole di Samson tentano di velare: una violenza feroce, esplosa in modo incontrollato, e una verità ancora da afferrare completamente.
Le indagini proseguono, alla ricerca non solo di riscontri scientifici, ma anche di un movente e di eventuali responsabilità condivise. Intanto, la memoria di Ilaria Sula chiede giustizia. E non sarà la vernice di un detersivo a cancellare ciò che è stato.
