5 Ottobre 2026, lunedì
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Strage del Viadotto Acqualonga: Castellucci si costituisce in carcere dopo la condanna definitiva

L’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, entra in carcere: sei anni di reclusione per il disastro del 2013 in cui persero la vita 40 persone.

Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia (Aspi), si è costituito oggi in carcere dopo la condanna definitiva a sei anni di reclusione per la tragedia del viadotto Acqualonga, avvenuta il 28 luglio 2013 nei pressi di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino. In quel drammatico incidente un pullman turistico, con a bordo decine di persone di ritorno da una gita, precipitò nel vuoto dopo aver sfondato le barriere di protezione dell’autostrada A16. Il bilancio fu devastante: 40 morti, uno dei più gravi incidenti stradali della storia italiana.

L’ex dirigente è stato raggiunto dall’ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Napoli, che ha dato seguito alla sentenza pronunciata in via definitiva dalla Corte di Cassazione. Castellucci è entrato in una struttura penitenziaria dopo aver deciso di costituirsi spontaneamente.

Il caso ha rappresentato uno dei più dolorosi simboli del fallimento nella gestione della sicurezza stradale e delle infrastrutture italiane. Le indagini e i processi hanno evidenziato gravi negligenze nella manutenzione delle barriere di contenimento lungo il tratto autostradale, con responsabilità dirette attribuite ai vertici di Aspi, tra cui lo stesso Castellucci, all’epoca ai massimi livelli decisionali dell’azienda.

La Corte ha riconosciuto l’ex AD colpevole di omicidio stradale plurimo aggravato e disastro colposo, ritenendo che la tragedia si sarebbe potuta evitare se fossero stati eseguiti interventi di manutenzione e controllo adeguati.

La vicenda ha sollevato per anni un acceso dibattito sull’efficacia della vigilanza pubblica sulle concessionarie autostradali e sul sistema delle concessioni stesse. La sentenza definitiva e la conseguente carcerazione di uno dei manager più noti del settore delle infrastrutture rappresentano un passaggio cruciale nella lunga battaglia per giustizia intrapresa dai familiari delle vittime.

Con la costituzione in carcere di Castellucci si chiude un capitolo giudiziario, ma resta aperta la riflessione su come lo Stato debba tutelare la sicurezza dei cittadini, anche e soprattutto attraverso la manutenzione delle opere pubbliche.

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