Un colpo basso alla partecipazione democratica e alla rappresentanza politica: così Stefania Bonaldi, Responsabile Pubblica Amministrazione nella segreteria nazionale del Partito Democratico, definisce la proposta avanzata dal centrodestra di abolire il ballottaggio nelle elezioni comunali per i Comuni con oltre 15mila abitanti, qualora un candidato raggiunga il 40% dei voti al primo turno.
“Questa proposta rientra perfettamente in una logica distorsiva che la destra sta riportando in auge: eliminare un meccanismo elettorale che ha dimostrato di funzionare e che garantisce ai cittadini un ruolo centrale nella scelta dei propri amministratori. La norma attuale permette di eleggere sindaci e sindache con un mandato forte, spesso capaci di attrarre consensi ben oltre il perimetro delle forze politiche che li sostengono. E questo, evidentemente, preoccupa la destra, che vede in questi amministratori un ostacolo al consolidamento delle proprie filiere di potere”, dichiara Bonaldi.
Secondo l’esponente dem, l’obiettivo della proposta non sarebbe altro che quello di depotenziare l’istituto del ballottaggio, uno strumento che ha contribuito a rafforzare il legame tra cittadini e politica, favorendo l’elezione di figure capaci di governare con un ampio consenso. “Attaccare questa legge significa colpire direttamente la democrazia locale, restringendo la partecipazione e ampliando il dominio di pochi”, aggiunge.
Il Partito Democratico, afferma Bonaldi, non resterà a guardare: “Saremo al fianco di sindaci e sindache per difendere una legge elettorale che funziona meglio di qualsiasi altra. Non permetteremo che il diritto dei cittadini a scegliere in modo più ampio e consapevole venga sacrificato sull’altare delle convenienze di parte”.
Con la proposta di riforma in discussione, il rischio è quello di accentrare il potere nelle mani di pochi, riducendo ulteriormente il ruolo della cittadinanza attiva. “Questa non è una modifica tecnica, ma un attacco alla democrazia che respingiamo con fermezza”, conclude Bonaldi, lasciando intendere che la battaglia sarà portata avanti non solo nelle aule parlamentari, ma anche nelle piazze.
