5 Ottobre 2026, lunedì
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Pnrr, il Ministero dei Trasporti lancia un ultimatum a 58 enti locali: progetti o fondi persi

Enti locali sotto pressione: 44 Comuni, 7 Città metropolitane e 7 Regioni hanno una settimana di tempo per confermare l'attuazione dei progetti Pnrr, o i finanziamenti saranno riallocati.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha dato un ultimatum a 58 enti locali, tra cui 44 Comuni, 7 Città metropolitane e 7 Regioni, sollecitando una risposta immediata sui progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Secondo quanto dichiarato dal ministero, se entro una settimana gli enti coinvolti non forniranno adeguate rassicurazioni sull’assegnazione e l’attuazione dei fondi, questi ultimi saranno riassegnati ad altri soggetti che saranno in grado di rispettare le scadenze imposte dal piano.

Il provvedimento arriva a seguito di una rigorosa verifica sull’andamento dei progetti Pinqua (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare), destinato alla riqualificazione delle periferie. Il Mit ha identificato significativi ritardi e incertezze nei tempi di realizzazione dei progetti, il che potrebbe compromettere il buon esito dell’intero programma.

Se i Comuni, le Città metropolitane e le Regioni non presenteranno riscontri concreti entro il termine fissato, i fondi destinati alla loro gestione potrebbero essere dirottati su altri enti locali che sono pronti a portare avanti i lavori entro i termini previsti. In alternativa, i fondi inutilizzati potrebbero essere riassegnati a un fondo speciale per un futuro piano casa, destinato ad affrontare le problematiche abitative in modo strategico.

Il ministro delle Infrastrutture ha sottolineato che l’ultimatum è una misura necessaria per garantire che il Pnrr non subisca ulteriori rallentamenti e che gli obiettivi di riqualificazione e sviluppo vengano raggiunti nei tempi stabiliti, senza lasciare che risorse cruciali vadano sprecate.

Questo passo mira a responsabilizzare gli enti locali nella gestione dei progetti, spingendo per una maggiore efficienza e tempestività nell’uso delle risorse destinate alla riqualificazione delle aree urbane, spesso abbandonate e marginalizzate. La posta in gioco è alta: se non rispetteranno le scadenze, i territori rischiano di perdere importanti opportunità di crescita e miglioramento.

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