16 Ottobre 2026, venerdì
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Processo d’Appello Bis per l’Omicidio di Willy Monteiro: Le Dichiarazioni dei Fratelli Bianchi

"Non Siamo Mostri, Chiediamo Scusa": La Difesa dei Fratelli Bianchi nell'Appello Bis per l'Omicidio di Willy Monteiro

Si alza il sipario sull’ultima fase del processo d’appello bis che vede imputati Gabriele e Marco Bianchi per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il giovane brutalmente ucciso il 6 settembre 2020 a Colleferro, in provincia di Roma. Nel corso dell’udienza, i fratelli Bianchi hanno scelto di rompere il silenzio e pronunciare dichiarazioni spontanee prima del ritiro dei giudici in camera di consiglio, con la sentenza attesa per il primo pomeriggio.

“Non siamo mostri. Chiediamo scusa alla famiglia di Willy per il dolore che sta provando e per quanto accaduto”, hanno dichiarato i due imputati, manifestando un tentativo di pentimento e vicinanza emotiva alla famiglia della vittima. Parole cariche di tensione, pronunciate in un’aula colma di emozione e attesa.

Gabriele Bianchi ha ribadito la propria innocenza con fermezza: “Morirò in carcere, ma non ammetterò mai un reato che non ho commesso. Io Willy non l’ho colpito. Questo è certo e non dirò mai una cosa per un’altra”. Una dichiarazione decisa, che sottolinea la sua volontà di difendere la propria versione dei fatti fino all’ultimo.

D’altro canto, Marco Bianchi ha riconosciuto una parte di responsabilità affermando: “Ho dato io un calcio a Willy”. Parole che aggiungono un ulteriore tassello a una vicenda già complessa e dolorosa. Marco ha anche raccontato di aver intrapreso un percorso di giustizia riparativa, forse nel tentativo di dimostrare un impegno personale verso la consapevolezza e la responsabilità per le proprie azioni.

Il processo d’appello bis rappresenta un passaggio cruciale nella ricerca di giustizia per la tragica morte di Willy Monteiro Duarte, un giovane la cui vita è stata spezzata nel modo più crudele. La comunità attende ora con ansia l’esito della sentenza, che potrebbe scrivere l’ultimo capitolo di una delle pagine più buie della cronaca recente italiana.

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