Gianni Pettenati, il volto e la voce dietro “Bandiera gialla”, uno degli inni più vibranti della musica leggera italiana degli anni ’60, ci ha lasciati all’età di 79 anni. Il cantante si è spento nella sua casa di Albenga, in provincia di Savona, dopo una lunga malattia, accompagnato dall’amore dei suoi figli e del suo inseparabile gatto Cipria. A dare l’annuncio è stata la figlia Maria Laura con un toccante messaggio sui social: “Nella propria casa, come voleva lui, con i suoi affetti vicino, con l’amore dei suoi figli Maria Laura, Samuela e Gianlorenzo e l’adorato gatto Cipria, dopo una lunga ed estenuante malattia, ci ha lasciato papà. Non abbiamo mai smesso di amarti. Ti abbracciamo forte.” Le esequie si svolgeranno in forma strettamente riservata.
Una carriera tra note e rivoluzioni musicali
Nato a Piacenza nel 1944, Pettenati si affacciò al panorama musicale italiano con la vittoria al Festival di Bellaria nel 1965. Poco dopo, entrò a far parte del gruppo degli Juniors, segnando così l’inizio di un percorso artistico che avrebbe lasciato un segno nella storia della musica leggera italiana. Il suo primo 45 giri, “Come una pietra che rotola”, adattamento italiano della celebre “Like a Rolling Stone” di Bob Dylan, fu solo il preludio al successo che sarebbe esploso l’anno successivo con “Bandiera gialla”. Il brano divenne subito un fenomeno generazionale, emblema della voglia di libertà e spensieratezza che caratterizzava i giovani dell’epoca.
Il 1967 fu un anno cruciale per Pettenati: partecipò al Festival di Sanremo con “La rivoluzione”, a Un disco per l’estate con “Io credo in te”, e al celebre Cantagiro con “Un cavallo e una testa”. Nello stesso anno calpestò il palco di Scala Reale accanto a icone come Claudio Villa e Iva Zanicchi, conquistando il pubblico e superando artisti del calibro di Gianni Morandi e Sandie Shaw. L’anno successivo, la sua “La tramontana” raggiunse la finale del Festival di Sanremo, consolidando ulteriormente il suo successo.
Tra gli altri brani che hanno segnato la sua carriera si ricordano “Caldo caldo”, “Cin cin” e “I tuoi capricci”, canzoni che portarono avanti la sua vena creativa, arricchita anche da importanti collaborazioni artistiche.
Non solo cantante, ma anche custode della memoria musicale
Oltre alla carriera di interprete, Gianni Pettenati si è distinto come critico musicale e autore di diversi libri dedicati alla storia della musica leggera italiana. Il suo amore per la cultura musicale lo ha portato a raccontare e analizzare le trasformazioni di quel panorama artistico che lo aveva visto protagonista.
Con la sua scomparsa, l’Italia saluta non solo un cantante che ha fatto ballare intere generazioni, ma anche un uomo che ha dedicato la vita alla musica, lasciando un’eredità fatta di note, parole e ricordi indelebili.
