Le indagini sull’attacco mortale avvenuto a Mulhouse, nell’est della Francia, si allargano: la Procura nazionale antiterrorismo (Pnat) ha ordinato l’arresto di altre tre persone, sospettate di legami con l’aggressore che sabato ha colpito la cittadina alsaziana. Il principale responsabile, un algerino di 37 anni, era stato fermato immediatamente dopo l’assalto armato di coltello che è costato la vita a un cittadino portoghese di 69 anni e ha provocato il ferimento di almeno tre agenti della polizia municipale.
Le autorità francesi mantengono il massimo riserbo sull’identità e il ruolo dei tre nuovi arrestati, limitandosi a confermare che sono attualmente sotto custodia cautelare. L’inchiesta, coordinata dalla Procura antiterrorismo, mira a chiarire se l’attacco sia stato pianificato o se l’aggressore abbia agito con l’appoggio di complici.
Il clima resta teso a Mulhouse, dove la comunità è ancora scossa dall’accaduto. Le forze dell’ordine continuano a presidiare le aree sensibili della città, mentre gli investigatori cercano di ricostruire i movimenti dell’attentatore nei giorni precedenti all’attacco.
La Francia, già colpita in passato da gravi episodi di violenza di matrice terroristica, affronta nuovamente l’incubo di una minaccia che sembra non arrestarsi. Le autorità invitano alla prudenza e alla collaborazione per garantire la sicurezza pubblica, mentre l’indagine prosegue per fare piena luce su quanto accaduto a Mulhouse.
