24 Ottobre 2026, sabato
HomeArte & CulturaL’incanto della parola e dell’amore: “Dreams” conquista l’Orso d’Oro alla 75ª Berlinale

L’incanto della parola e dell’amore: “Dreams” conquista l’Orso d’Oro alla 75ª Berlinale

Il film di Dag Johan Haugerud esplora i confini tra realtà e immaginazione in una storia queer che intreccia generazioni e passioni

Alla 75ª edizione della Berlinale, è stato Dreams del regista norvegese Dag Johan Haugerud a trionfare, conquistando l’ambito Orso d’Oro. Con la sua narrazione delicata e penetrante, il film si è distinto tra i diciannove titoli in concorso — nessuno dei quali italiano — riuscendo a incantare la giuria presieduta dal rinomato cineasta statunitense Todd Haynes.

Parte di una trilogia che indaga le sfumature dell’amore e della sessualità — iniziata con Love (presentato alla Mostra di Venezia) e che si concluderà con Sex alla prossima Berlinale — Dreams non è soltanto una storia queer. È un racconto di parole che plasmano emozioni, di generazioni che si riflettono l’una nell’altra, di ricordi e desideri che superano il tempo.

Tra passione e letteratura: il cuore di “Dreams”

Al centro della trama c’è Johanne, una diciassettenne dalla scrittura fulminante e dall’animo inquieto. Il suo primo amore, totalizzante e proibito, nasce tra i banchi di scuola: la giovane si innamora della sua insegnante di francese. Non è solo il sentimento acerbo di un’adolescente a fare da motore al racconto, ma il modo in cui Johanne lo cristallizza attraverso la scrittura, riempiendo novantacinque pagine di emozioni crude, desideri intensi e riflessioni intime.

Il diario segreto viene scoperto accidentalmente dalla madre e dalla nonna della ragazza. Se l’iniziale sgomento per le descrizioni esplicite lascia spazio a una sincera ammirazione per il talento letterario di Johanne, l’effetto è dirompente: i due personaggi adulti si ritrovano a scavare nei ricordi delle loro stesse passioni giovanili, in bilico tra rimpianti e rivelazioni.

La nonna, ex figlia dei fiori e poetessa riconosciuta, prova un misto di orgoglio e sottile invidia per l’istinto narrativo della nipote, mentre la madre riflette sul divario generazionale e sulle proprie scelte di vita.

Ma Dreams non si accontenta di raccontare un semplice coming-of-age: insinua dubbi e domande etiche. Cosa è davvero successo tra Johanne e la sua insegnante? Dove finisce la realtà e inizia la finzione letteraria? E ancora, chi decide se uno scritto così intimo meriti la pubblicazione o debba rimanere custodito nel silenzio?

Il regista: “Raccontare l’amore nella sua purezza più fragile”

“Con Dreams volevo esplorare come le emozioni primarie, quelle del primo amore, abbiano il potere di ridefinire il nostro modo di vedere il mondo”, ha dichiarato Haugerud durante la conferenza stampa berlinese. “Non è una storia che parla solo di sessualità o identità, ma di come la letteratura stessa possa essere un rifugio e uno specchio deformante delle nostre esperienze”.

Il regista, già noto per la sua capacità di indagare le relazioni umane con sguardo autentico e sensibile, sottolinea l’importanza di riappropriarsi di quelle emozioni acerbe e totalizzanti che spesso si perdono con l’età adulta.

Un cast che illumina le sfumature dei personaggi

A rendere vibrante la narrazione contribuisce un cast impeccabile: Selome Emnetu interpreta la fragile ma determinata Johanne, mentre Ane Dahl Torp e Anne Marit Jacobsen offrono due ritratti femminili complessi e intensi nel ruolo della madre e della nonna. La presenza di Ingrid Giæver e di Ella Verbye aggiunge ulteriori livelli emotivi a una storia già ricca di stratificazioni.

Un viaggio tra amore, etica e memoria

Dreams è un film che si muove in un territorio ambiguo e poetico, dove il confine tra verità e immaginazione si dissolve, lasciando spazio a domande che riecheggiano ben oltre la sala cinematografica. È un invito a riflettere sul potere delle parole, sulla vulnerabilità degli affetti e sull’eredità emotiva che si tramanda tra generazioni.

Con la distribuzione italiana prevista tra aprile e giugno 2025, sempre a cura di Wanted Cinema, gli spettatori avranno presto l’occasione di lasciarsi avvolgere da questo racconto potente e delicato, che conferma la Berlinale come palcoscenico privilegiato per un cinema che osa interrogare l’animo umano.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti