Carla Gatto, la nonna di Giulia Cecchettin, è morta improvvisamente per un malore il 14 febbraio, giorno di San Valentino. Aveva 76 anni e una vita ricca di arte e scrittura, ma è stata soprattutto una madre e nonna che ha lottato strenuamente al fianco dei suoi cari, in particolare dopo la tragica morte della nipote Giulia. La sua scomparsa arriva dopo mesi di problemi di salute: da dicembre, infatti, Carla aveva cominciato a sottoporsi a controlli per difficoltà respiratorie, ma giovedì 13 febbraio è stata colpita da un malore improvviso. Dopo essere stata elitrasportata d’urgenza all’ospedale di Verona, Carla non ce l’ha fatta e ha perso la vita, lasciando un vuoto incolmabile nella sua famiglia e nella comunità che la conosceva.
Artista e scrittrice, Carla Gatto era la madre di Gino Cecchettin, il padre di Giulia, uccisa dal suo ex compagno in un femminicidio che ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Da quel momento, Carla aveva dedicato ogni forza al sostegno del figlio nelle sue battaglie contro il femminicidio e la violenza di genere, diventando un simbolo di resilienza e di lotta per la giustizia.
Giovedì, subito dopo il ricovero d’urgenza della madre, Gino aveva scritto un commovente messaggio sui social: “Forza mamma, non smettere di lottare.” Parole di speranza e di incoraggiamento, seguite da un post contenente il testo della canzone “Quando sarai piccola” di Simone Cristicchi, in gara al Festival di Sanremo. Il messaggio di Gino è stato accolto da una marea di messaggi di supporto e affetto per Carla, che ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella vita della sua famiglia, stando al fianco del figlio e dei suoi nipoti, Davide ed Elena, nei momenti più dolorosi, sin dai primi attimi della scomparsa di Giulia fino al processo che ha portato alla condanna all’ergastolo dell’assassino di sua nipote, Turetta.
Nel suo ultimo libro, “Con lo zaino in spalla e…”, Carla Gatto aveva dedicato pagine intere a Giulia, alla sua passione per il disegno e i fumetti e al legame profondo che le univa. L’opera, iniziata prima del femminicidio di Giulia, aveva suscitato reazioni contrastanti sui social. Nonostante le critiche, Carla non si era mai fatta abbattere, continuando a raccontare la sua nipote amata e a partecipare a incontri e eventi, mostrando sempre la sua forza e positività.
La sua morte lascia un grande vuoto, ma il suo impegno per la giustizia, la lotta contro la violenza di genere e il suo amore per la famiglia rimarranno un’eredità indelebile. Carla ha combattuto fino alla fine con dignità, ispirando chiunque l’abbia conosciuta con il suo coraggio e il suo spirito indomito.
