Donald Trump continua la sua battaglia contro quella che definisce “l’elefantiasi burocratica” del governo federale. Con una mossa senza precedenti, il Dipartimento per l’Efficienza Governativa (Doge), sotto la guida di Elon Musk, ha deciso il licenziamento di oltre 300 dipendenti della National Nuclear Security Administration (NNSA), l’agenzia incaricata della gestione dell’arsenale nucleare statunitense. La decisione ha scatenato immediate reazioni nel mondo politico e della sicurezza nazionale, con esperti che mettono in guardia dai rischi di un ridimensionamento in un settore così strategico.
Parallelamente, il presidente ha deciso di revocare l’accredito dell’Associated Press per l’Air Force One, interrompendo una lunga tradizione di accesso riservato ai giornalisti delle principali testate. La decisione viene interpretata come un ulteriore segnale della sua ostilità verso la stampa, già definita in passato “nemica del popolo”.
Intanto, il vicepresidente J. D. Vance ha annunciato che, nel corso della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, inviterà i leader politici tedeschi a collaborare con tutte le forze politiche, compresa l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD). Secondo Vance, l’Europa deve tornare ai “valori tradizionali”, fermare l’immigrazione illegale e abbracciare le correnti politiche anti-establishment. Trump ha espresso pieno sostegno a questa linea, dichiarando che “l’Europa sta perdendo la libertà di parola” e che è giunto il momento di una svolta conservatrice a livello globale.
Con questa duplice azione – il ridimensionamento della sicurezza nucleare e la stretta sui media – Trump prosegue nella sua agenda di trasformazione radicale del governo e delle relazioni internazionali, puntando su deregulation e una netta ridefinizione degli equilibri politici. Il futuro dirà se questa strategia porterà benefici o rischi crescenti per gli Stati Uniti e i suoi alleati.
