6 Ottobre 2026, martedì
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Caracas avverte: gli oppositori espulsi dagli USA saranno processati

Il ministro Cabello: "Chi ha conti in sospeso con la giustizia venezuelana dovrà risponderne"

Il governo venezuelano si prepara ad accogliere i connazionali espulsi dagli Stati Uniti, ma con un avvertimento chiaro: chiunque abbia pendenze con la giustizia nazionale non sfuggirà alle proprie responsabilità. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno e della Giustizia, Diosdado Cabello, intervenendo ai microfoni dell’emittente radiofonica statale RNV.

“Se ci mandano delinquenti, ben venga: chi ha conti aperti con la nostra giustizia sarà processato”, ha affermato Cabello con tono risoluto. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è a diversi oppositori politici al regime di Caracas, tra cui l’ex presidente ad interim Juan Guaidó, figura centrale dell’opposizione a Nicolás Maduro e riparato negli Stati Uniti dopo aver visto sgretolarsi il suo progetto politico in patria.

L’affermazione del ministro si inserisce in un contesto di crescenti tensioni tra Washington e Caracas, con il Venezuela che punta a riaffermare il controllo sui propri cittadini rientrati forzatamente. La decisione statunitense di espellere alcuni migranti venezuelani, alcuni dei quali identificati come oppositori politici, apre dunque un nuovo capitolo nello scontro tra le due nazioni.

Mentre il governo Maduro si dice pronto ad accogliere chiunque rientri, resta da capire quale sarà il destino di coloro che, secondo le autorità venezuelane, hanno violato la legge. Per molti oppositori, il rientro in patria potrebbe significare un immediato arresto e processi dal risultato prevedibile. Intanto, la comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi della vicenda, temendo che la giustizia venezuelana possa essere utilizzata come strumento di repressione politica.

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