Un passo storico per l’indipendenza energetica dell’Europa orientale: Estonia, Lettonia e Lituania hanno ufficialmente abbandonato la rete elettrica russa per connettersi alla rete sincrona dell’Europa continentale. Questa mossa segna la fine di un’epoca di dipendenza infrastrutturale da Mosca e rafforza l’integrazione energetica dei tre Paesi baltici con l’Unione Europea.
Una separazione attesa da tempo
Per decenni, le repubbliche baltiche hanno dovuto fare affidamento sul sistema elettrico russo, un retaggio dell’epoca sovietica che ha reso vulnerabili le loro forniture energetiche. Il distacco era in programma da anni e si è intensificato dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, che ha spinto Tallinn, Riga e Vilnius ad accelerare il processo di decoupling. Con questo passaggio, i tre Paesi consolidano la loro sovranità energetica e riducono i rischi di eventuali ritorsioni da parte di Mosca.
Putin e Trump: nessun contatto per un incontro
Nel frattempo, il Cremlino ha smorzato le voci su un possibile incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha chiarito che “non ci sono stati contatti preliminari per discutere se i due leader debbano vedersi, né su tempi e modalità di un eventuale colloquio”. Trump, invece, ha annunciato che probabilmente incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky la prossima settimana.
Kiev offre un corridoio umanitario per i civili russi
Sul fronte umanitario, Kiev ha dichiarato la sua disponibilità ad aprire un corridoio umanitario per permettere ai civili russi bloccati nelle zone occupate della regione di Kursk di tornare nel territorio sotto controllo di Mosca. Una mossa che potrebbe alleviare la situazione di centinaia di persone rimaste intrappolate a causa del conflitto in corso.
Con i Paesi baltici ormai integrati nella rete elettrica europea e il quadro geopolitico sempre più teso, l’Europa continua a ridisegnare i propri equilibri energetici e diplomatici, mentre il Cremlino deve fare i conti con un progressivo isolamento.
