Nel contesto del Memoriale della Shoah, Liliana Segre, senatrice a vita e testimone della tragedia dell’Olocausto, ha pronunciato parole forti e cariche di significato. All’81° anniversario della sua deportazione ad Auschwitz, la Segre ha ricordato con dolore e determinazione come ancora oggi, in molte parti del mondo, i bambini siano vittime innocenti dei conflitti armati. Con la consueta forza della sua testimonianza, ha dichiarato: “I bambini sono sacri e non devono essere toccati”. Un monito che richiama la sacralità della vita infantile e la necessità di proteggerla a tutti i costi.
La senatrice ha ampliato il suo appello allargando lo sguardo a tutte le zone del mondo dove i più piccoli sono coinvolti nelle guerre. “Ci sono bambini che in tante parti del mondo sono coinvolti nelle guerre”, ha sottolineato. “In Sudan come in Israele, in Congo come in Palestina, in Ucraina come nel Corno d’Africa”, ha aggiunto, delineando una geografia globale di sofferenza che coinvolge milioni di bambini.
La sua riflessione si è concentrata sul dolore insopportabile che la morte di un bambino provoca nell’animo umano, evocando le parole di Primo Levi: “La morte inflitta ai bambini pesa come macigni nelle nostre coscienze di esseri umani e ci fa provare quella vergogna che disse Primo Levi”. Con queste parole, la Segre ha voluto sottolineare non solo l’orrore di tali violenze, ma anche la responsabilità che ciascuno di noi porta nel dover impedire che tale sofferenza si ripeta.
La sua testimonianza è un invito a non dimenticare mai le atrocità del passato, a ricordare la Shoah come monito, ma anche a impegnarsi affinché nessun bambino debba più vivere in un contesto di guerra e distruzione. La memoria, per Liliana Segre, non è solo un atto di ricordo, ma una chiamata all’azione affinché la tragedia non si ripeta.
