Aldo Tortorella, storico dirigente politico e intellettuale raffinato, si è spento all’età di 98 anni. A darne il triste annuncio è stato Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale dell’ANPI, che lo ha ricordato con parole di profonda stima e affetto: “Il carissimo Aldo Tortorella, il partigiano Alessio, parlamentare, intellettuale di straordinaria levatura, era un punto di riferimento per tutta l’ANPI e per tutte le antifasciste e gli antifascisti. Un compagno”.
La vita di Tortorella è stata segnata fin dall’adolescenza dalla lotta contro il fascismo. Ancora giovanissimo, si unì alla Resistenza con il nome di battaglia “Alessio”. Catturato dai fascisti, riuscì a sfuggire alla prigionia, un evento che segnò profondamente il suo impegno politico e intellettuale.
Dopo la guerra, Tortorella intraprese una brillante carriera giornalistica, collaborando con “L’Unità” a Genova e diventandone, negli anni Settanta, direttore dell’edizione nazionale. Parallelamente, la sua attività politica lo portò a essere un protagonista del Partito Comunista Italiano, ricoprendo il ruolo di responsabile nazionale della cultura e facendo parte della segreteria di Enrico Berlinguer.
Figura di grande rigore morale e di vastissima cultura, Tortorella ha attraversato la storia del Novecento con lucidità e passione, rimanendo sempre fedele ai valori della libertà e della giustizia sociale. Il suo pensiero critico, la sua capacità di analisi e la sua coerenza lo hanno reso una delle voci più autorevoli dell’antifascismo italiano.
Con la sua scomparsa, l’Italia perde non solo un testimone diretto di una delle pagine più cruciali della sua storia, ma anche un esempio di impegno intellettuale e politico che continuerà a ispirare le nuove generazioni.
