A cura di Davide Nicoletti
La Corte Costituzionale di Karlsruhe ha contestato la legittimità dell’estradizione di Maja T., una giovane attivista di sinistra tedesca di 23 anni, consegnata dalle autorità tedesche all’Ungheria nel giugno 2024. Secondo quanto riportato dal sito ufficiale della Corte, la decisione della magistratura tedesca non aveva basi giuridiche solide e sarebbe avvenuta in violazione dei principi di tutela dei diritti fondamentali.
Maja T. era stata arrestata a Budapest dopo aver preso parte a scontri con estremisti di destra, un episodio che aveva portato le autorità ungheresi a chiederne l’estradizione per presunti reati di violenza. La sua consegna alle autorità magiare da parte del tribunale di Berlino aveva suscitato forti polemiche in Germania, con diverse organizzazioni per i diritti umani che avevano denunciato il rischio di un trattamento carcerario ingiusto da parte delle autorità ungheresi.
Il caso di Maja T. presenta forti analogie con quello di Ilaria Salis, l’attivista italiana arrestata a Budapest e detenuta in condizioni criticate dalla comunità internazionale. La decisione della Corte di Karlsruhe potrebbe ora aprire la strada a una revisione del provvedimento e a un nuovo dibattito sulla collaborazione giudiziaria tra Germania e Ungheria, in un contesto di crescente preoccupazione per lo stato di diritto nel Paese guidato da Viktor Orbán.
