25 Settembre 2026, venerdì
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Attacco ai murales di Edith Bruck: un colpo alla memoria e alla democrazia

Sul caso interviene anche l’on. Edmondo Cirielli, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

L’odio nei confronti di Israele ha mutato forma nel corso del tempo, trasformandosi prima in un virulento antisionismo e infine in un vero e proprio razzismo antiebraico. L’ultimo episodio avvenuto a Milano rappresenta un salto di qualità nell’escalation dell’antisemitismo in Italia: l’atto vandalico ai danni dei murales dedicati a Edith Bruck non è solo un attacco a un’opera d’arte, ma un’offesa alla memoria e alla coscienza collettiva.

I murales di Bruck, sopravvissuta alla Shoah e instancabile testimone della tragedia dell’Olocausto, non sono semplici dipinti: rappresentano un monito contro l’odio e un tributo al valore della memoria storica. Colpirli significa voler cancellare il ricordo, tentare di riscrivere la storia secondo le lenti distorte dell’intolleranza. Questo episodio assume dunque una gravità eccezionale, perché non si limita a un gesto vandalico fine a se stesso, ma si inserisce in un contesto sempre più allarmante di atti antisemiti che proliferano in Europa e in Italia.

Sul caso è intervenuto con fermezza l’on. Edmondo Cirielli, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha dichiarato: “I fatti di Milano sono ancora più gravi, perché colpiscono un’opera d’arte divenuta un simbolo. La magistratura e le forze di polizia devono stroncare senza se e senza ma questa ondata antisemita, anche con nuove norme se necessario”.

Cirielli ha poi puntato il dito contro le radici di questo fenomeno, attribuendone la responsabilità a frange estreme: “Questa deriva di odio è generata per lo più da musulmani antisemiti – immigrati di prima e seconda generazione – e dalla sinistra antagonista”. Un’accusa forte, che getta luce su una dinamica preoccupante e che invita a una riflessione seria sulle politiche di integrazione e sull’influenza di certi ambienti ideologici.

“La cosa che più dispiace”, ha concluso Cirielli, “è la copertura di alcuni partiti politici di opposizione e di certi ‘cattivi maestri’ che hanno creato un clima di collusione e protezione pericolosissimo. Questo clima va stroncato prima che sia troppo tardi”.

L’episodio di Milano non può e non deve essere sottovalutato. Il vandalismo contro i murales di Edith Bruck non è un semplice atto di sfregio, ma un segnale inquietante di un clima d’odio che sta crescendo. La società civile, le istituzioni e la politica devono rispondere con decisione, riaffermando i valori della memoria, del rispetto e della convivenza pacifica. Perché colpire la memoria significa minare le fondamenta della nostra democrazia.

Articolo sul caso: Memoria Violata

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