6 Ottobre 2026, martedì
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Caso Ramy: processo immediato per l’amico alla guida dello scooter coinvolto nell’incidente mortale

Fares Bouzidi, il 22enne tunisino accusato di resistenza a pubblico ufficiale, affronterà il processo a Milano dopo lo schianto in cui ha perso la vita il giovane Ramy Elgaml. L’indagine sull'omicidio stradale è ancora in corso.

Un tragico inseguimento, culminato in un drammatico incidente stradale, porta ora in tribunale Fares Bouzidi, il 22enne tunisino accusato di resistenza a pubblico ufficiale. L’incidente, che ha avuto luogo nella notte tra il 23 e il 24 novembre 2024 a Milano, ha visto protagonista Bouzidi, che si trovava alla guida di uno scooter insieme a Ramy Elgaml, 19 anni, tragicamente deceduto nel violentissimo schianto.

Il processo per Bouzidi sarà celebrato con rito immediato e si concentrerà sul reato di resistenza a pubblico ufficiale, in quanto il giovane avrebbe cercato di sfuggire al controllo dei carabinieri durante l’inseguimento. Nonostante la gravità dell’incidente, che ha provocato la morte di Elgaml, le indagini relative all’accusa di omicidio stradale sono ancora in corso e non sono state ancora formalizzate le eventuali imputazioni per tale reato.

La notte dell’incidente, il giovane Bouzidi e il suo amico Elgaml erano stati intercettati dai carabinieri durante un normale controllo, ma invece di fermarsi, il conducente dello scooter aveva deciso di accelerare e darsi alla fuga, dando inizio a un inseguimento che si è concluso tragicamente. Durante la corsa, il veicolo ha perso il controllo ed è andato a schiantarsi contro un ostacolo, con la morte istantanea di Elgaml e il ferimento di Bouzidi, che ora dovrà rispondere per la resistenza all’autorità.

Il processo si terrà il 18 aprile 2025, quando l’imputato sarà chiamato a rispondere delle sue azioni davanti al tribunale. Nel frattempo, la famiglia di Ramy Elgaml continua a chiedere giustizia, mentre le indagini proseguono per chiarire le eventuali responsabilità di Bouzidi per l’omicidio stradale. La vicenda resta un doloroso promemoria delle conseguenze tragiche che possono derivare dalla fuga durante un controllo di polizia, alimentando il dibattito sulla sicurezza stradale e sulle modalità di intervento delle forze dell’ordine.

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