Un’esplosione devastante ha scosso Mosca, segnando la morte di Armen Sargsyan, figura di spicco tra i combattenti filorussi nel conflitto del Donbass. Il tragico incidente è avvenuto all’interno di un lussuoso grattacielo di 29 piani, parte del complesso residenziale Alye Parusa, situato nel centro della capitale russa.
Secondo le prime informazioni fornite dall’agenzia Tass, che cita fonti delle forze dell’ordine locali, l’esplosione sarebbe stata un attentato mirato, progettato con precisione per uccidere Sargsyan. L’ordigno, che ha causato il terribile scoppio, avrebbe avuto come obiettivo proprio il leader della milizia. Le autorità stanno ora conducendo un’inchiesta per identificare i responsabili dell’attacco e i mandanti, a partire da un’accurata ricostruzione degli eventi.
Armen Sargsyan, noto per essere stato il fondatore di un battaglione di volontari filorussi che ha combattuto nel Donbass, era anche presidente della Federazione di pugilato della regione di Donetsk. La sua figura è stata fortemente legata alla causa della milizia prorussa, e la sua morte segna un punto di non ritorno in un conflitto che dura ormai da anni. Non sorprende, dunque, che Sargsyan fosse già stato inserito dal portale ucraino “Mirotvorets” tra le personalità accusate di minacciare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, nonché di partecipare attivamente all’operazione militare speciale russa contro l’Ucraina.
Secondo quanto riportato dall’agenzia Ria Novosti, che ha citato fonti dei servizi d’emergenza, l’esplosione ha avuto luogo in un momento in cui Sargsyan si trovava nel suo appartamento, ma nonostante fosse stato immediatamente trasportato in ospedale in condizioni critiche, i medici non sono riusciti a salvarlo. La sua morte rappresenta una pesante perdita per il movimento filorusso, ma allo stesso tempo un episodio che solleva interrogativi sul livello di tensione e conflitto che continua a crescere anche al di fuori del Donbass.
Le indagini sono ora orientate a scoprire chi possa aver orchestrato questo attentato e perché, in un periodo così delicato, si sia deciso di eliminare una figura così influente all’interno della milizia prorussa.
