La notte di Capodanno a Firenze è stata segnata da un grave episodio di intossicazione da monossido di carbonio, con protagonista un bambino di soli cinque mesi. Il piccolo, insieme a quattro familiari, ha accusato sintomi di malessere che hanno portato la famiglia a rivolgersi tempestivamente ai sanitari dell’ospedale pediatrico Meyer.
Le condizioni del neonato hanno richiesto un trattamento in camera iperbarica, mentre i suoi familiari, fortunatamente in condizioni meno gravi, hanno ricevuto le cure necessarie. Due di loro sono stati dimessi dopo i controlli medici, mentre la madre è rimasta accanto al figlio ricoverato.
Non è stato l’unico caso della notte: un uomo di 28 anni è stato soccorso in un capannone a Lastra a Signa e successivamente trasportato in ospedale per accertamenti. Questi episodi si sommano a un allarmante incremento delle intossicazioni da monossido di carbonio nella regione negli ultimi giorni del 2024.
Tra i casi più drammatici, quello avvenuto il 19 dicembre in via San Felice a Ema, dove un’intera famiglia è stata trovata priva di vita in una villa bifamiliare. I soccorritori hanno rinvenuto i corpi di due adulti e un bambino di circa dieci anni, mentre una bambina è stata trasportata d’urgenza in gravi condizioni al Meyer.
Il monossido di carbonio, noto come “killergas”, continua a mietere vittime a causa della sua natura insidiosa: incolore, inodore e altamente letale. I vigili del fuoco raccomandano l’installazione di rilevatori di gas e una costante manutenzione degli impianti di riscaldamento per prevenire tragedie di questo tipo.
