La manovra 2025 è ufficialmente legge. Il Senato ha dato l’ok definitivo al provvedimento con 108 voti favorevoli e 63 contrari, dopo aver approvato la questione di fiducia con 112 sì. La terza manovra dell’era Meloni ha seguito una procedura ormai consueta: due mesi di discussione alla Camera e un passaggio rapido al Senato per evitare l’esercizio provvisorio, che l’Italia non sperimenta dal 1988. Per il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è urgente aggiornare la legge di contabilità per adattarla alle nuove regole europee e superare il monocameralismo di fatto.
Misure chiave della manovra
«Abbiamo puntato su un equilibrio che sostiene i redditi medio-bassi, aiuta le famiglie con figli, stanzia risorse record per la sanità e riduce la pressione fiscale», ha dichiarato la premier Giorgia Meloni. Tra le principali novità:
- Riduzione del cuneo fiscale: tagli significativi per i redditi fino a 40mila euro.
- Irpef a tre aliquote: una semplificazione che incide su due terzi dei 30 miliardi stanziati.
- Aumento delle detrazioni: per i redditi fino a 15mila euro, la detrazione per lavoro dipendente passa da 1.880 a 1.955 euro.
- Flat tax per partite IVA e lavoratori dipendenti: tetto alzato da 30mila a 35mila euro.
Famiglie e natalità al centro
Con la manovra arrivano misure per sostenere i nuclei familiari e incentivare la natalità:
- Congedo parentale all’80% per tre mesi (prima erano due).
- Carta per i nuovi nati: 1.000 euro per le famiglie con redditi ISEE sotto i 40mila euro.
- Fondo Dote Famiglia: 30 milioni per attività extrascolastiche dei figli di famiglie con ISEE fino a 15mila euro.
Pensioni e previdenza
Le misure previdenziali confermano flessibilità e sostegni:
- Rivalutazione delle pensioni all’inflazione (+0,8%).
- Aumento delle pensioni minime da 614,77 a 616,67 euro.
- Conferma di Quota 103, Ape Sociale e Opzione Donna.
- Introduzione del bonus Maroni, che permette a chi sceglie di non andare in pensione con Quota 103 di ricevere in busta paga i contributi non versati (+9,19%).
- Pensionamento per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996: età minima 64 anni, 20 anni di contributi e un assegno pari ad almeno tre volte quello sociale.
Casa e bonus edilizi
I bonus per la casa restano, ma con nuove regole:
- Ecobonus e bonus ristrutturazioni: confermati rispettivamente al 50% e al 36%.
- Superbonus: scende al 65%, valido solo per lavori avviati prima del 15 ottobre 2024.
- Bonus elettrodomestici: fino a 200 euro di sconto per la sostituzione con apparecchi ad alta efficienza energetica.
- Bonus mobili: 50% della spesa fino a 5.000 euro.
Un bilancio per il futuro
La manovra mira a rafforzare la competitività del Paese, sostenendo famiglie, imprese e lavoratori. Con il nuovo anno, queste misure segnano un passo verso un’Italia più equa e proiettata verso la crescita.
