6 Ottobre 2026, martedì
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Bollette in rialzo: +18,2% per i “vulnerabili” nel primo trimestre 2025

Nonostante l'aumento dei costi energetici, la spesa annuale per i clienti "vulnerabili" rimane inferiore rispetto all'anno precedente. Ecco tutti i dettagli sulle nuove tariffe e le cause dell'incremento

Nel primo trimestre del 2025, la bolletta elettrica per i clienti “vulnerabili” serviti in regime di maggior tutela subirà un aumento del 18,2%. La notizia arriva dall’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che sottolinea come la variazione interesserà circa 3,4 milioni di persone, tra cui cittadini over 75, beneficiari di bonus sociali, soggetti con disabilità, residenti in moduli abitativi di emergenza o in isole minori, e utilizzatori di apparecchiature salva-vita.

Nonostante questo incremento trimestrale, la spesa annua per il cliente tipo in regime di maggior tutela rimarrà comunque inferiore rispetto al periodo precedente: 523 euro contro i 534 euro dell’anno precedente (-2,1%).

Dal 1° gennaio 2025, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà di 31,28 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. Questa cifra si divide tra:

  • Costi di approvvigionamento dell’energia: 16,64 centesimi di euro (53,2% del totale della bolletta), con un aumento del 36,2% rispetto al quarto trimestre 2024.
  • Costi di commercializzazione al dettaglio: 2,07 centesimi di euro (6,6% del totale), invariati rispetto al trimestre precedente.

Le ragioni dell’aumento L’incremento dei costi energetici è attribuibile a vari fattori, tra cui:

  1. Tensioni geopolitiche: Conflitti in aree strategiche hanno influito sulle dinamiche di mercato.
  2. Rialzo stagionale dei prezzi all’ingrosso: L’aumento delle quotazioni del gas naturale in previsione dell’inverno ha avuto un effetto a cascata sul costo dell’energia elettrica.

Un’analisi più approfondita delle componenti della bolletta evidenzia che:

  • I costi di acquisto dell’energia elettrica e le relative perequazioni sono aumentati complessivamente del 16%.
  • I costi di dispacciamento sono cresciuti del 2,4%.
  • Gli oneri generali di sistema hanno registrato una riduzione del 2,7%, compensata dall’aumento del 2,5% per il trasporto e la gestione del contatore.

“Generale inverno” e scorte europee in calo Un inverno più rigido rispetto al 2023 ha accelerato l’erosione delle scorte di gas nell’Unione Europea, scese sotto il 75% rispetto alla media quinquennale dell’82,64%. Al 28 dicembre 2023, le riserve erano al 74,74% (857,9 TWh), significativamente inferiori rispetto all’87% dello stesso giorno del 2022.

Italia e Germania resistono sopra l’80%, ma il quadro rimane complesso. Le scorte italiane si attestano all’80,5% (161,05 TWh), mentre quelle tedesche sono all’82,19% (206,71 TWh), entrambe in calo rispetto ai dati natalizi.

Il ruolo del gas russo e le incognite geopolitiche Le dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin, che accusa l’Ucraina di “punire l’Europa” interrompendo il transito di gas, hanno ulteriormente alimentato le incertezze. Tuttavia, gli analisti non escludono un accordo in extremis, considerando che il gas russo copre ancora il 19% del fabbisogno energetico europeo.

Conclusione L’aumento delle tariffe per i clienti “vulnerabili” riflette un contesto energetico e geopolitico complesso. Nonostante le difficoltà, la spesa annua rimane sotto controllo, grazie a riduzioni significative registrate in altri periodi. Il prossimo trimestre si preannuncia cruciale per stabilizzare il mercato e garantire maggiore prevedibilità ai consumatori.

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