La serata di tensione a Torino si è sviluppata lungo il percorso di un corteo pro Palestina partito dal Campus Einaudi, dove si era appena concluso un incontro dedicato alla situazione in Medio Oriente organizzato dal coordinamento Torino per Gaza. Una manifestazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, avrebbe dovuto proseguire per le strade della città e che invece ha incontrato più volte gli sbarramenti predisposti dalle forze dell’ordine.
In testa al corteo campeggiava lo striscione con la scritta “Contro ogni genocidio. Contro ogni guerra. Ora e sempre Resistenza”. Secondo quanto riferito, al momento della partenza il gruppo era composto da circa 200 persone.
Il primo stop è arrivato in corso Farini, dove il passaggio dei manifestanti è stato impedito dalla polizia. Di fronte allo sbarramento, il corteo ha modificato il proprio itinerario, invertendo la direzione e tornando verso lungo Dora Siena. Una scelta che non ha però consentito alla manifestazione di proseguire: anche lungo quel tratto le forze dell’ordine hanno predisposto un nuovo blocco, fermando nuovamente il corteo.
È a quel punto che la situazione è rimasta a lungo in una fase di stallo. Per circa un’ora manifestanti e forze dell’ordine sono rimasti contrapposti, con il corteo impossibilitato a proseguire lungo il percorso individuato.
La tensione è poi salita quando, secondo quanto riferito, sono stati lanciati alcuni oggetti contro gli agenti, insieme a una torcia da segnalazione. La risposta delle forze dell’ordine è arrivata con l’impiego dell’idrante, utilizzato per contenere la situazione e impedire ulteriori iniziative contro lo sbarramento.
Il momento di maggiore tensione si è dunque consumato dopo una lunga fase di fronteggiamento, quando il corteo era già stato costretto per due volte a interrompere il proprio percorso. Non si è trattato quindi di un unico episodio isolato, ma di una serata caratterizzata da una progressiva contrapposizione tra il gruppo di manifestanti e il dispositivo di sicurezza schierato lungo le strade interessate dalla protesta.
Con il passare delle ore, il corteo ha iniziato a perdere consistenza fino a sciogliersi. Gli organizzatori hanno quindi rilanciato la mobilitazione indicando come prossimo appuntamento il corteo regionale di sabato 10 ottobre.
La manifestazione torinese si era inserita nel programma delle iniziative promosse dal coordinamento Torino per Gaza e aveva preso forma proprio al termine dell’incontro organizzato al Campus Einaudi. Un passaggio dall’assemblea alla piazza che, nel corso della serata, ha assunto i contorni di un confronto sempre più teso con il dispositivo delle forze dell’ordine.
Al centro della protesta, come sintetizzato dallo striscione di apertura, i temi della guerra, della situazione palestinese e della richiesta di mobilitazione contro i conflitti. Il corteo, partito con circa 200 partecipanti, si è concluso dopo gli stop imposti lungo il percorso e l’intervento dell’idrante seguito al lancio di oggetti e di una torcia da segnalazione.
Ora l’attenzione degli organizzatori si sposta sul prossimo appuntamento regionale, fissato per sabato 10 ottobre, mentre la serata torinese lascia alle spalle una sequenza di blocchi, cambi di percorso e momenti di tensione culminati nell’intervento delle forze dell’ordine.
