4 Ottobre 2026, domenica
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Machu Picchu sotto assedio: il fuoco divora la strada degli Inca

Un incendio nella Valle Sacra degli Inca ha provocato un morto e due feriti e minaccia una delle principali vie d'accesso al sito archeologico più celebre del Perù. Le fiamme, alimentate dalla vegetazione secca e dal forte irraggiamento solare, sono partite dai roghi agricoli utilizzati dai contadini per liberare nuovi terreni. A pochi chilometri, intanto, continuano a transitare i turisti diretti verso Machu Picchu.

Il fuoco, questa volta, ha scelto un indirizzo che il Perù avrebbe fatto volentieri a meno di mettere sulla sua mappa degli allarmi: la strada verso Machu Picchu. Nella Valle Sacra degli Inca, nella regione di Cusco, un incendio sta divorando la vegetazione e minacciando la principale direttrice ferroviaria e stradale utilizzata dai visitatori diretti alla celebre cittadella arroccata sulle Ande.

Il bilancio, però, non è soltanto quello di un possibile danno al turismo. C’è già una vittima. Una persona anziana è morta a causa delle fiamme, mentre altre due persone hanno riportato ustioni di secondo grado. Lo ha riferito Miguel Osco, responsabile dell’Ufficio regionale per la gestione dei disastri e la sicurezza di Cusco, alla radio Rpp.

L’incendio si è propagato rapidamente a partire da ieri, favorito da condizioni che, in questa stagione, trasformano il paesaggio in una sorta di miccia naturale. Sole intenso, forte irraggiamento e vegetazione particolarmente secca hanno offerto alle fiamme un terreno ideale per correre.

E il problema non è confinato a una remota porzione delle montagne. L’area interessata si trova nei pressi di Ollantaytambo, la stazione ferroviaria più frequentata dai turisti che raggiungono Machu Picchu. Una presenza quotidiana di visitatori che rende la situazione ancora più delicata.

«Siamo molto vicini a Machu Picchu, questa è la via d’accesso», ha raccontato a Rpp un residente, Gustavo Lozano. Gli autobus turistici, ha spiegato, transitano a poche centinaia di metri dall’incendio. Una distanza che, osservata su una cartolina turistica, può sembrare irrilevante. Davanti a un fronte di fuoco, invece, diventa improvvisamente molto concreta.

Il paradosso dei roghi agricoli

All’origine dell’incendio ci sarebbero i roghi appiccati tradizionalmente dai contadini in questo periodo dell’anno per disboscare le aree e ricavare nuovi terreni coltivabili. Una pratica legata alle necessità agricole locali che, in presenza di condizioni climatiche favorevoli alla propagazione delle fiamme, può trasformarsi rapidamente in qualcosa di molto più difficile da controllare.

È il solito paradosso delle emergenze ambientali: il fuoco che dovrebbe servire a guadagnare qualche metro di terra può finire per mettere a rischio chilometri di territorio. E, in questo caso, anche uno dei simboli più riconoscibili del patrimonio culturale mondiale.

Machu Picchu è infatti la principale attrazione turistica del Perù e richiama ogni anno quasi tre milioni di visitatori. Un flusso enorme per un sito che non è soltanto una destinazione turistica, ma uno dei luoghi più conosciuti dell’intero continente sudamericano.

Per ora, la minaccia riguarda soprattutto le vie di accesso e le aree circostanti. Ma la vicinanza del rogo alla direttrice utilizzata dai turisti aggiunge un elemento di preoccupazione a una situazione già resa complicata dalla rapidità con cui le fiamme si stanno propagando.

Tra le montagne della Valle Sacra, dunque, il passato degli Inca si trova ancora una volta a fare i conti con problemi molto contemporanei: incendi, pressione turistica, clima secco e pratiche agricole che, in determinate condizioni, possono sfuggire di mano.

E mentre i visitatori continuano a dirigersi verso una delle meraviglie archeologiche più fotografate del pianeta, a poche centinaia di metri la natura presenta un conto decisamente meno spettacolare. Quello del fuoco.

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