5 Ottobre 2026, lunedì
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Treviso, pedina la ex con un Gps nascosto nell’auto: 55enne arrestato

L’uomo, residente a Villorba, era già stato denunciato per atti persecutori nei confronti della donna. I carabinieri lo hanno sorpreso vicino alla vettura della ex, individuata grazie al dispositivo installato di nascosto. Ora si trova ai domiciliari.

Un Gps nascosto nel vano motore dell’auto per sapere dove si trovasse la ex compagna e seguirne gli spostamenti. È quanto contestato a un 55enne di Villorba, nel Trevigiano, arrestato dai carabinieri dopo essere stato individuato nei pressi della vettura della donna, parcheggiata vicino a un locale pubblico di Carbonera.

Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo avrebbe installato all’insaputa della ex un dispositivo di localizzazione sull’automobile, trasformandola di fatto in uno strumento per monitorare i movimenti della donna. Un controllo a distanza che, secondo l’accusa, gli avrebbe consentito di sapere dove si trovasse e di raggiungerla.

Il ritrovamento dell’uomo nei pressi dell’auto ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri. La vicenda assume un peso ancora maggiore alla luce di un precedente: il 55enne era infatti già stato denunciato per atti persecutori nei confronti della stessa donna.

L’episodio si inserisce dunque in un quadro già attenzionato dagli investigatori e porta alla luce un ulteriore presunto strumento di controllo della vittima. La tecnologia, in questo caso, sarebbe stata utilizzata per superare la distanza e continuare a seguire gli spostamenti della ex senza che lei ne fosse consapevole.

Per l’uomo è scattato l’arresto con l’accusa di interferenze illecite nella vita privata. Al termine degli accertamenti, l’autorità giudiziaria ha disposto nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari.

La contestazione dovrà ora essere verificata nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza. Resta però il dato investigativo: un dispositivo Gps installato clandestinamente avrebbe consentito al 55enne di localizzare l’auto della ex e, secondo la ricostruzione degli inquirenti, di seguirne gli spostamenti nonostante una precedente denuncia per atti persecutori.

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