3 Ottobre 2026, sabato
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Etna, la cenere non dà tregua: voli sospesi a Catania fino alle 18. Vacanze in tilt per oltre 100 mila viaggiatori

Quarto giorno consecutivo di pesanti ripercussioni sul traffico aereo siciliano. La Sac proroga lo stop al Vincenzo Bellini e dispone una sospensione temporanea anche a Comiso. Cancellazioni, dirottamenti e partenze rinviate stanno complicando i programmi di migliaia di turisti nel pieno della stagione estiva.

L’Etna continua a dettare i tempi della mobilità siciliana. La nuova emissione di cenere vulcanica in atmosfera ha costretto la Sac, società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, a prolungare le limitazioni al traffico aereo, trasformando l’emergenza vulcanica in una vera e propria crisi logistica per migliaia di passeggeri.

All’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania, le operazioni di arrivo e partenza restano sospese fino alle 18 di oggi, mentre allo scalo Pio La Torre di Comiso lo stop è previsto, al momento, fino alle 10. Una situazione in continua evoluzione, legata all’attività eruttiva del vulcano e alla presenza di particelle di cenere che possono compromettere le condizioni di sicurezza necessarie per il traffico aereo.

Catania, lo scalo resta fermo

La Sac ha comunicato la chiusura degli spazi aerei corrispondenti al settore B3, in conseguenza della presenza di cenere vulcanica in atmosfera. Il provvedimento riguarda sia i voli in arrivo sia quelli in partenza dall’aeroporto catanese.

A Comiso, invece, la sospensione delle operazioni è stata disposta a causa della contaminazione da cenere vulcanica. Per i passeggeri il consiglio della società di gestione è quindi quello di evitare spostamenti inutili verso gli aeroporti e di controllare preventivamente lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea.

Un’indicazione particolarmente importante in una giornata nella quale gli aggiornamenti possono cambiare rapidamente, in funzione dell’evoluzione dell’attività dell’Etna e della dispersione della nube di cenere.

Quattro giorni di caos e oltre 100 mila viaggiatori coinvolti

L’emergenza arriva nel cuore dell’esodo estivo e i numeri restituiscono la dimensione del problema. Secondo le stime riportate dal Corriere della Sera, tra l’8 e l’11 agosto all’aeroporto di Catania sarebbero stati cancellati almeno 388 voli in partenza, pari a circa il 55% di quelli programmati. A questi si aggiungono 212 voli in arrivo cancellati, circa il 30% del totale previsto.

Il bilancio non si esaurisce nelle cancellazioni. Diversi aeromobili sono stati dirottati verso altri aeroporti siciliani, con effetti a cascata sull’organizzazione dei viaggi. Per molti passeggeri, raggiungere la destinazione originaria ha significato affrontare ulteriori trasferimenti in auto, taxi o autobus, con tempi di percorrenza dilatati e costi aggiuntivi.

A pagare il prezzo più alto sono soprattutto i turisti che avevano programmato vacanze con coincidenze strette, trasferimenti già prenotati o rientri fissati in date precise. Nel complesso, secondo le stime citate, sono oltre 100 mila i viaggiatori che hanno dovuto fare i conti con cancellazioni, ritardi o variazioni del proprio itinerario.

Tra le compagnie maggiormente interessate dalle modifiche operative figurano Ryanair, easyJet, Ita Airways e Wizz Air, che stanno gestendo riprogrammazioni e variazioni dei collegamenti sulla base delle condizioni operative degli scali.

Perché la cenere è un pericolo per gli aerei

Dietro quella che, agli occhi di un passeggero, può sembrare una semplice nuvola di polvere si nasconde un rischio concreto per la sicurezza del trasporto aereo. La cenere vulcanica è composta da particelle estremamente abrasive che, se presenti lungo le rotte degli aeromobili o in prossimità degli aeroporti, possono interferire con diverse componenti del volo.

La nube può innanzitutto ridurre la visibilità e rendere più complesse le operazioni di decollo e atterraggio. Ma il problema riguarda soprattutto gli effetti che le particelle possono avere sugli aeromobili: la cenere può depositarsi sulle superfici esterne, interferire con alcuni sistemi e, soprattutto, rappresentare un serio rischio per i motori, nei quali le particelle possono fondersi a causa delle temperature estremamente elevate.

Per questo motivo la presenza della nube viene monitorata con particolare attenzione e le autorità aeronautiche possono imporre limitazioni o chiusure degli spazi aerei anche quando le condizioni al suolo sembrano apparentemente gestibili.

Il vento può cambiare rapidamente lo scenario

A rendere ancora più imprevedibile l’emergenza è il ruolo del vento. Direzione e intensità delle correnti atmosferiche determinano infatti il percorso della nube e possono spostare la cenere verso le aree aeroportuali, modificando in tempi relativamente brevi le condizioni operative.

È anche per questo che le finestre temporali indicate per la sospensione dei voli non devono essere interpretate come una garanzia di ripresa automatica delle attività. La riapertura degli scali dipenderà dall’evoluzione dell’attività dell’Etna, dalla presenza di cenere negli spazi aerei interessati e dalle verifiche necessarie per garantire condizioni di sicurezza.

Nel frattempo, per chi deve partire o rientrare dalla Sicilia, la parola d’ordine resta una sola: verificare il volo prima di raggiungere l’aeroporto. In una giornata condizionata dall’ennesima fase di attività del vulcano, infatti, il tabellone delle partenze può cambiare più velocemente dei programmi di viaggio.

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